RASSEGNA DELLA MUSICA CAMPANA - Viaggio sonoro dalle radici al contemporaneo

Servizio di Rita Felerico

“Un viaggio sonoro dalle radici al contemporaneo del patrimonio musicale campano che si avvierà il 18 novembre e proseguirà fino al 20 marzo 2027, con 18 eventi in programma: dalle performance come Carmina Desimoniana e la rievocazione del Grande Te Deum di Giovanni Paisiello passando per l’eredità blues e cantautorale di Pino Daniele, per giungere alle contaminazioni contemporanee con i 99 Posse, La Niña e Maldestro. Tra gli appuntamenti anche tavole rotonde, masterclass e visite guidate”

Così si legge nel comunicato stampa di presentazione della Rassegna della Musica Campana, un programma articolato e ben ideato; subito si percepisce che i concerti, le tavole rotonde, le visite guidate, le masterclass che si intrecciano con un preciso filo conduttore sono il frutto di un progetto di ricerca teso alla valorizzazione del patrimonio culturale musicale campano e in special modo napoletano. “Napoli è la città della metafora – spiega Ruggero Cappuccio in conferenza stampa – e con questi percorsi musicali di ricerca si lega la memoria storica delle melodie e delle opere all’esistenza nel contemporaneo di nuovi linguaggi musicali”.

La Rassegna è stata promossa dalla Regione Campania e realizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, alla quale è stata affidata la curatela della memoria storica, in partenariato con il Teatro Trianon Viviani la cui curatela per la sezione   rock, jazz, rap ed elettronica è stata affidata a Pierpaolo Sepe, direttore artistico del teatro. Coinvolti anche come spazi di visite e tavole rotonde il Conservatorio San Pietro a Majella, il Duomo e la chiesa dei Gerolamini.

Piattaforma di ricerca, produzione e diffusione culturale, la Rassegna offrirà concerti a libera entrata – occorre però prenotare - ed eventi con prezzi accessibili (8 euro tariffa intera, 5 euro per il ridotto); “Una politica dei prezzi che cerca di avvicinare sempre più il pubblico giovanile”, dichiara Sepe, che potrà assistere con serenità ai concerti delle voci del rock, del jazz.

Un progetto che con le sue contaminazioni ed intrecci di storie dimostra di avere un’anima, dichiara Onofrio Cutaia assessore regionale alla Cultura ricordando il “Cammino intrapreso per il riconoscimento della Canzone Napoletana a patrimonio immateriale dell’UNESCO e la possibilità offerta dal Piano strategico Cultura e Turismo della Regione cofinanziato dall’Unione Europea che mira a consolidare la Campania come polo culturale e turistico di eccellenza, valorizzando i territori e distribuendo l’offerta lungo tutto l’anno”.

Il programma si avvale della presenza oltre a quella degli artisti già citati, di Lino Cannavacciuolo, Gnut, dei Solis String Quartet oltre ai Maestri Alessandro De Simone, Bruno De Simone, ai cori polifonici e a importanti formazioni strumentali. Il programma completo è in allegato, ma si può consultare su fondazionecampaniadeifestival.it  o su teatrotrianon.org 



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