IL MISANTROPO di Molière progetto e collaborazione alla traduzione Andrée Ruth Shammah e Luca Micheletti regia Andrée Ruth Shammah traduzione Valerio Magrelli

Al Teatro Mercadante di Napoli dall’8 al 12 aprile 2026

Servizio di Rita Felerico

Un uomo desideroso di isolarsi dalla società conformista ed effimera che lo circonda, possibilmente insieme alla donna che ama, la quale – invece – sembra decisa a non voler rinunciare alle se pur false relazioni sociali, pur di ‘comparire’ ed apparire agli occhi di tutti nel gioco delle convenzioni sociali.

Il dramma vissuto da Alceste, il Misantropo, viene riproposto al Mercadante in questa edizione prodotta dal Teatro Franco Parenti per la regia di Andrée Ruth Shammah. Le aspettative erano tante, sia per la traduzione di Valerio Magrelli che per la lettura registica; nella positiva profondità declinata della scena, lineare e senza elementi di esplicito barocco, Fausto Cabra dona vita ad un convincente Alceste, bravo nella immedesimazione e a tenere il ritmo del dialogo nel quale si dipana il nodo di tutta la trama della commedia, tra ironia e caparbia logica di linguaggio, rimato. Peccato non gli risponda una altrettanto convincente Célimène, la giovane vedova da lui amata, Bea Barret, che nel gioco lessicale si perde anche in inflessioni dialettali, poco abituata forse alle assi del palcoscenico.

Apparsa sulle scene nel 1666, questa commedia fra le più amare di Molière, filosofica e sentimentale, feroce nello svelare le ipocrisie e le bugie di una società poco attratta dalle responsabilità sociali e relazionali, è ancora un classico punto di riferimento per interrogarci sulla quotidiana fragile, vuota realtà che ci circonda e sulla incapacità quasi innata di non riuscire a creare rapporti. Alceste insegue per tutto il tempo Céliméne, che nell’idea registica impersona una giovane donna ribelle alle scontate regole sociali, senza mai incontrarla, e viene in luce tutto il suo disagio di vivere; negli scontri / dialoghi con Du Bois, Marco Balbi, dimostra una inadeguata volontà di perseguire la verità dei fatti, senza indulgere a compromessi. Un atteggiamento che gli costerà caro, portandolo a rinunciare ad ogni beneficio di accettazione o riconoscimento.

Abbastanza rispondenti gli altri personaggi allo spirito della commedia, anche se non a livello di Fausto Cabra, intorno al quale ruota il senso della commedia e il focus della messinscena.  Scrive la regista: È solo davanti al potere, solo davanti ai benpensanti. L’uomo folle è deriso dalla società, ma in realtà è l’unico che riesce a cogliere la follia di chi lo circonda, vorrebbe isolarsi nei suoi ideali, la sua amata Célimène però non è disposta a seguirlo. Entrambi i personaggi appaiono alla fine in difficoltà, ma nella mia messa in scena non c’è volontà di giudizio; nessuno ha ragione, nessuno ha torto, la trama stessa si compone dall’evoluzione delle posizioni di ciascun personaggio. E credo stia proprio in questa assenza di giudizio e nell’esplorazione dei diversi punti di vista la vera essenza del Teatro, e dunque il mio omaggio a uno dei più grandi autori di tutti i tempi”.


IL MISANTROPO
di Molière
progetto e collaborazione alla traduzione Andrée Ruth Shammah e Luca Micheletti
regia Andrée Ruth Shammah
traduzione Valerio Magrelli
con Fausto Cabra
e con (o.a.) Marco BalbiBea BarretManuel BonvinoAngelo Di GenioFilippo LaiMargherita LaterzaFrancesco MaisettiEdoardo RivoiraEmilia Scarpati FanettiAndrea Soffiantini 
e la partecipazione di Corrado d’Elia
scene Margherita Palli
costumi Giovanna Buzzi
luci Fabrizio Ballini
musiche Michele Tadini
cura del movimento Isa Traversi
assistente alla regia Diletta Ferruzzi
assistente scenografo Marco Cristini
seconda assistente scenografa Matilde Casadei
pittore scenografo Santino Croci
direttore di scena Mattia Fontana – macchinista Irene Borgatti – elettricista Toni Martignetti
fonico Marco Introini – sarta Alessia Di Meo
truccatrice Sofia Righi – scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati da LowCostume in collaborazione con la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Teatro della Toscana

 

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