Al
Teatro Bellini di Napoli dal 7 al 24 maggio 2026
Servizio
di Rita
Felerico
Un testo complesso nel
suo senso, ispirato alla struttura dei famosi film giudiziari di Hitchcock e Wilder, appassiona e non annoia Stato
contro Nolan (un posto tranquillo) di Stefano Massini, una pagina
teatrale ambientata in una piccola città di provincia alla fine degli anni
Cinquanta nel Midwest -America-, dove si trascorre un quotidiano apparentemente
tranquillo, che Massini sa raccontare riflettendosi negli avvenimenti del
nostro presente.
La
accorta e sensibile regia di Alessandro Gassmann interpreta il
significato del testo semplificandone - senza sminuirlo - il linguaggio,
innovando la resa teatrale, tendendo un sottile filo che lega scrittura, attori,
regia, una positiva complicità che tiene alto il livello di attenzione degli
spettatori (lo spettacolo ha una durata quasi di 3h).
Si
racconta degli effetti della manipolazione dell’informazione, della generazione di fake news ,di come
la verità processuale possa cambiare la verità dei fatti, di come le diverse
interpretazioni dei fatti offuschino o possano offuscare i dati del reale,
determinando la sorte di un individuo, qui Herbert Nolan, direttore del
giornale locale, accusato di aver manipolato l’informazione per scopi privati,
lui azionista dell’azienda di armi della contea che dal fatto di cronaca ne
ricavò un notevole frutto. “Salva la
nipote uccidendo uno sbandato”, è il titolo dell’articolo
che ha alimentato la narrazione del Leister
Telegraph, per settimane.
L’uccisione
di un vagabondo, scambiato per un rapinatore da un nonno che pensava
stesse per violentare la giovane nipote colta alle spalle da lui nel giardino
di casa, frutta alla azienda di armi notevoli incassi: la paura si era
annidata fra gli abitanti della contea, desiderosi così di proteggersi da soli.
Le cose
si complicano perché il nonno – morto subito dopo il fatto – con
tutta la famiglia è anabattista; si intuisce una sottile vena di non
accettazione da parte degli abitanti, che sembra sparire in occasione del
triste accaduto.
Dove
risiede la verità? Dov’è il confine del falso, delle bugie? Tutte interessanti
le testimonianze dei ‘testimoni dei fatti’, che mettono in luce la fragilità dell’umanità:
“Un passato che diventa lente per osservare il presente, rivelando dinamiche
che oggi, nell’epoca delle verità distorte e dei processi mediatici, sono più
attuali che mai “, osserva il regista, che sottolinea la valenza politica
di questa bella pagina teatrale che si avvale di luci, scene e musiche di
particolare interesse.

La
scenografia ricostruisce un quadro di Hopper, i giochi in 3D sono il tocco di
innovazione, la struttura richiama il cinema degli anni 50 (Il buio oltre
la siepe), la parola è l'arma per manipolare ma anche per smascherare,
le musiche evocano il noir dell’epoca ed aggiunge ancora Gassmann: “In
questo percorso ritrovare Daniele Russo- alla nostra terza collaborazione- è
per me un valore profondo. La sua sensibilità attoriale, insieme alla fiducia
che si rinnova a ogni progetto, rende possibile affrontare un testo complesso
come questo con coraggio e precisione”.
Agli
attori va una particolare nota di plauso, per aver colto - tutti- la
caratterialità dei personaggi a loro affidati e reso professionalmente il
fascino della parola, sul quale questo spettacolo nella sua essenza si basa,
tanti monologhi, recitati con convinzione a comporre un chiaro mosaico.
Il verdetto spetta a noi spettatori, perché il
teatro ci affida le risposte. “Il teatro è casa mia, ricorda Alessandro
Gassmann, qui sono nato, ho intenzione di incrementare il mio impegno in
quello che considero l'unico luogo di libertà vera che tengo a difendere per
raccontare storie che mi coinvolgano anche come cittadino”. La maglietta
indossata per gli applausi da Daniele Russo con la scritta basta complicità è
in definitiva il messaggio di tutto lo spettacolo, occorre parlare senza
paura, un tema chiave che spinge alle azioni: aprire gli occhi, vedere il
potere, affrontare il suo sguardo, accorgersi delle manipolazioni che avvengono
con la forza, la violenza e la parola, appunto, anche velata, come quel velo
che, per tutto lo spettacolo, come un sipario, è steso sul palcoscenico.
STATO CONTRO NOLAN
(un
posto tranquillo)
di Stefano Massini
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
con
Daniele
Russo – procuratore Miles
Gaetano
Bruno – avvocato Nathan
Mauro
Marino – giudice Rutherford
Emanuele
M. Basso – Paul Kapinski (testimone)
Gaia
Benassi – Dorothy Trevers (testimone)
Davide
Dolores – Pastore Abel Edgar (testimone)
Giuseppe
Gandini – Eddie Benjamin (testimone)
Stefano
Guerrieri – Herbert Nolan (imputato)
Alessia
Santalucia – Else Robichaux (testimone)
Angelo
Zampieri – Norman Weiss (testimone)
scene Gianluca Amodio
luci Marco Palmieri
costumi Mariano Tufano
musiche Pivio e Aldo De Scalzi
video Marco Schiavoni
foto Flavia Tartaglia
regista assistente Emanuele M. Basso / aiuto
regia Gaia Benassi / assistente
alla regia Gloria Riggio / assistente
scenografa Gaia Caponi / assistente
costumista Gaia Sarnataro
produzione Fondazione Teatro
di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
Commenti
Posta un commento