Curre curre guaglio’- la nuova stagione del Trianon
nota di Rita Felerico
“Siamo a Forcella. Forcella vive da secoli dell’incontro tra persone, culture, lingue, racconti. È uno dei luoghi nei quali Napoli continua a imparare da sé stessa. A me piace pensarla come un porto. Un porto nel cuore della città. En un porto non è mai un luogo fermo. Accoglie. Lascia partire. Aspetta. Ogni approdo cambia il porto stesso. Così un porto impara”
Non a caso Gennarino è il simbolo di questa stagione, il suo attraversare ostacoli, opporre resistenza all’oscurantismo delle violenze e del pensiero per rendere sempre più possibili gli spazi di libertà. E il teatro lo è per eccellenza.
Lo ribadisce Carlo Puca assessore comunale all’immagine della città affermando che la cultura, il teatro sono presidi di legalità, lo ribadisce Onofrio Cutaia, assessore alla cultura della Regione Campania, puntando l’accento sulla rinnovata collaborazione istituzionale, fondamento di nuovi spazi di azione creativa e lo sottolinea il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, legando la crescita della democrazia alla diffusione della cultura, quello che un teatro deve fare. Gianni Pinto, Presidente del Trianon Viviani, sulla scia del grande impegno profuso in soli due mesi dalla elezione del Presidente per dare vita al cartellone, rappresenta la necessità di rafforzare la struttura organizzativa del teatro, che è bacino di professionalità e nuove figure lavorative.
Forcella e il suo teatro attendono così di essere rivalutate e riconquistate: “Siamo tutti più piccoli di un teatro. E un teatro, quando appartiene davvero alla sua comunità, può essere abbastanza grande da cambiare il modo in cui una città guarda sé stessa. Questo è il nostro compito. Rendere possibile ciò che ancora non lo è. La parte più importante di questa storia deve essere ancora scritta. Andiamo a cominciare!”. È l’auspicio di Sepe e di noi tutti che amiamo e viviamo il Teatro. Buona stagione a tutti.
n.b. invitiamo a leggere il programma e con attenzione i prezzi
di abbonamenti e spettacoli.
____________
Nota del Direttore artistico Piuerpaolo Sepe
È dichiarare una visione.
Perché un teatro è uno sguardo.
E ogni sguardo è una scelta.
Viviamo un tempo che ci spinge continuamente a separarci.
A chiuderci dentro ciò che già conosciamo.
Dentro linguaggi che parlano soltanto a chi li condivide.
Dentro identità che diventano confini.
Noi vogliamo fare il contrario.
E cioè costruire uno spazio dove le differenze possano incontrarsi senza perdere la propria voce.
Perché una comunità non cresce quando tutti si assomigliano.
Cresce quando impara ad ascoltarsi.
Il teatro Trianon Viviani nasce da questa idea.
Non un luogo che si limita a ospitare spettacoli.
Ma un luogo che rende possibili incontri.
Per questo il tema della stagione 2026/2027 è l’identità.
Non l’identità come recinto.
Non l’identità come nostalgia.
Non l’identità come ripetizione.
Ma l’identità come memoria, trasformazione e creazione.
Siamo tutti più piccoli di un teatro.
Più piccoli della sua storia.
Più piccoli delle parole che vi sono state pronunciate.
E perfino di quelle che devono ancora essere dette.
Un teatro ci precede.
E ci sopravvive.
Nessuno può pensare di possederlo.
Per un tratto di strada ne siamo soltanto i custodi.
Abbiamo il dovere di prendercene cura.
Di ascoltarlo.
Di renderlo un po’ più aperto di come lo abbiamo trovato.
Di consegnarlo a chi verrà dopo di noi un po’ più ricco di possibilità.
Ed è questa la responsabilità più importante di chi dirige un teatro pubblico.
Siamo a Forcella.
Forcella vive da secoli dell’incontro tra persone, culture, lingue, racconti.
È uno dei luoghi nei quali Napoli continua a imparare da sé stessa.
A me piace pensarla come un porto.
Un porto nel cuore della città.
E un porto non è mai un luogo fermo.
Accoglie.
Lascia partire.
Aspetta.
Ogni approdo cambia il porto stesso.
Così un porto impara.
26|27 STAGIONE TEATRALE
Così un porto ricorda.
Così un porto continua a trasformarsi senza smettere di essere sé stesso.
E vorrei che il teatro Trianon Viviani avesse questa stessa natura.
E quindi non un cartellone costruito per affinità.
Piuttosto un cartellone in cui convivano il patrimonio della nostra tradizione e le scritture del presente.
La memoria e la ricerca.
La musica popolare e quella sinfonica.
Le nuove sonorità e i grandi repertorî.
Il teatro civile e la festa.
La danza.
La musica.
La parola.
Il corpo.
Non perché ci piaccia accostare mondi diversi.
Ma perché Napoli è così.
Una città che non ha mai parlato una sola lingua.
Una città che ha sempre trasformato le differenze in ricchezza.
Ogni linguaggio custodisce una parte della sua verità.
E nessuno basta da solo.
Per questo un teatro pubblico non può scegliere una voce soltanto.
Ha il dovere di ascoltarle tutte.
Anche quelle che ancora non conosce.
Non ci interessa conservare la tradizione.
Ci interessa tenerla viva.
Perché una tradizione vive soltanto quando qualcuno continua a interrogarla.
Quando smette di essere una risposta e torna a essere una domanda.
Vorremmo che questa stagione fosse attraversata da questo stesso movimento.
Non la rassicurazione di ciò che conosciamo.
Ma la scoperta di ciò che ancora non sappiamo vedere.
Ed è per questo che chiediamo al pubblico di attraversarla.
Come si attraversa una città.
Come si attraversa un porto.
Sapendo che, alla fine del viaggio, nessuno torna esattamente uguale a prima.
Il teatro continua a ricordarci che il mondo è sempre più grande di noi.
Che esiste uno sguardo diverso dal nostro.
Che ogni incontro può cambiare il modo in cui guardiamo le cose.
Per questo un teatro non produce soltanto spettacoli.
Produce comunità.
È un gesto antico.
Forse il più antico.
Riunirsi.
Guardarsi.
Riconoscersi.
E immaginare insieme un’altra possibilità.
26|27 STAGIONE TEATRALE
Devono ancora accadere moltissime cose.
E non accadranno da sole.
Accadranno soltanto se sapremo prenderci cura di questo teatro.
Della nostra città.
Gli uni degli altri.
C’è un’ultima immagine che accompagna questa stagione.
È quella di Gennaro Capuozzo.
Gennarino
Corre.
Attraversa il manifesto come attraversa il nostro sguardo.
Questa stagione è dedicata a lui.
Per ricordarci che ogni generazione è chiamata a custodire ciò che ha ricevuto e a consegnarlo,
un po’ più libero, a chi verrà dopo.
Noi possiamo farlo con gli strumenti che conosciamo.
Il teatro.
La cultura.
La bellezza.
Il pensiero.
L’incontro.
L’immaginazione.
Siamo tutti più piccoli di un teatro.
E un teatro, quando appartiene davvero alla sua comunità, può essere abbastanza grande da cambiare
il modo in cui una città guarda sé stessa.
Questo è il nostro compito.
Rendere possibile ciò che ancora non lo è.
La parte più importante di questa storia deve ancora essere scritta.
Andiamo a cominciare!
Curre curre guaglio’.
8, 9, 10, 11, 12, 13 settembre
FESTA DI PIEDIGROTTA
versi,
prosa e musica di Raffaele Viviani
regia
Nello Mascia
ripresa della produzione Trianon Viviani
Il
capolavoro corale di Raffaele Viviani: la festa popolare si fa affresco di
voci, mestieri e maschere della Napoli di primo Novecento, tra canzone,
comicità e malinconia.
La
rassegna dei Teatrini per famiglie e scuole: spettacoli che fanno della fiaba e
del gioco un primo incontro con il teatro, nel segno del teatro ragazzi
napoletano.
Una
vetrina dei nuovi linguaggi del corpo: la danza contemporanea al Trianon
Viviani tra giovani autori e compagnie, fra ricerca coreografica e sguardo
sulla scena di oggi.
Al
Trianon Viviani, la tradizione non si custodisce soltanto: si trasmette. E
Radio Trianon è il “filo conduttore” che fa del teatro della Canzone napoletana
una stazione viva, sulla cui frequenza va in onda il repertorio popolare della
città con le voci della scena contemporanea, tra indie, rock, urban, rap e pop.
Per l’inaugurazione della stagione, artisti della scena indie e rock napoletana
reinterpretano il repertorio neomelodico: il progetto curato da Ernesto Nobili
fa dialogare radizione
popolare
e linguaggi di oggi.
CINEMA
18
ottobre
SI
DICE DI ME
regia
e fotografia Isabella Mari
con
Marina Rippa
e
con le donne del laboratorio teatrale Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna
Manzo, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora
Quarto, Gianna Mosca, Giustina Cirillo, Giusy Esposito, Ida Pollice, Iolanda
Vasquez, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia Iorio, Rosa Tarantino,
Rosalba Fiorentino, Rosetta Lima, Rossella Cascone, Susy Cerasuolo, Susy
Martino e Tina Esposito
Il
docufilm di Isabella Mari racconta il progetto La Scena delle Donne. Percorsi
teatrali con le donne di Forcella, il laboratorio che, a marzo, festeggia al
Trianon Viviani, dove è nato, i venti anni di attività. Le storie individuali
intrecciano passato, presente e futuro, mentre lo spazio scenico diventa il
luogo dove le donne riscrivono le loro vite.
TEATRO
29
ottobre
OFFICINA
a
cura di Davide Iodice
La
restituzione del laboratorio del progetto Il Teatro delle Persone curato da
Davide Iodice.
TEATRO
DANZA
31
ottobre – 1° novembre
VENERE
VS ADONE
di
Enzo Cosimi
Cosimi
rilegge il poemetto di Shakespeare in un duetto sul culto del corpo e sul
desiderioinappagato: Venere e Adone tra eros, morte e immaginario queer, da
Warhol a Marlene Dumas.
TEATRO
7
– 8 novembre
IL
FIGLIO DELLA TEMPESTA
di
e con Armando Punzo e Andrea Salvadori
Per
i trent’anni della Compagnia della Fortezza, il concerto-spettacolo di Punzo e
Salvadori intreccia parole, suoni e immagini nati nel carcere di Volterra: il
teatro come trasformazione.
MUSICA
12
novembre
TEHO
TEARDO & BLIXA BARGELD
L’incontro
tra Teho Teardo, uno dei più originali compositori italiani contemporanei, e
Blixa Bargeld, voce storica degli Einstürzende Neubauten e già collaboratore di
Nick Cave & the Bad Seeds,
genera
una musica che attraversa confini e categorie. Il loro progetto comune è un
laboratorio sonoro in continua evoluzione, dove elettronica, archi, parole e
timbri vocali diventano materia viva.
TEATRO
MUSICA
14,
15 novembre
DADÀ
LE
FIABE DI DONNA RUVIA
Dadà,
al secolo Gaia Eleonora Cipollaro, è tra le voci più originali della nuova
scena napoletana. In questo spettacolo-concerto la canzone d’autore si lega a
sonorità contemporanee per un racconto in musica tutto personale.
TEATRO
20,
21, 22 novembre
PINOCCHIO.
CHE COS’È UNA PERSONA?
ideazione,
drammaturgia e regia Davide Iodice
compagnia
Scuola elementare del teatro
Lo
spettacolo di Davide Iodice, premio speciale Ubu 2024, guarda a Pinocchio come
emblema della diversità. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro
carica anarchica e dirompente. In una prima stesura di Collodi, finiva
impiccato, come a segnare un’impossibilità di uscita, per essere poi trasformato,
in modo conciliante e benevolo, in un bambino, cioè in una Persona: ma che
cos’è una Persona?
MUSICA
25,
26 novembre
IVAN
GRANATINO
‘80,
‘90 E MO’
Il
concerto di Ivan Granatino racconta l’amicizia, il peso delle parole, il
bullismo inconsapevole, il perdono e la forza di chi sceglie di amare invece di
restituire il dolore ricevuto. Ad accompagnare questo viaggio ci sono le
canzoni che hanno segnato tre generazioni: i grandi successi degli anni ‘80, le
hit degli anni ‘90 e dieci tra i brani più amati e rappresentativi del
musicista.
TEATRO
28,
29 novembre
SABRINA
SCUCCIMARRA
WEEK-END
di
Annibale Ruccello
con
Manuel Severino, Matteo D’Incoronato
regia
Martino D’Amico
Dal
testo di Annibale Ruccello, il monologo di una maestra di provincia chiusa tra
repressione e desiderio: una nottata che fa affiorare ossessioni, pudori e
solitudine.
MUSICA
2
dicembre
FRANCO
RICCIARDI
Franco
Ricciardi dal vivo: dalla tradizione neomelodica alle aperture verso la nuova
scena urbana, la voce di un interprete popolare due volte premiato col David di
Donatello.
TEATRO
5,
6 dicembre
NAPUCALISSE
scritto,
diretto e interpretato da Mimmo Borrelli
musiche
dal vivo Antonio Della Ragione
Borrelli
si fa Vesuvio, vulcano dormiente e doppio di Napoli: oratorio civile in lingua
propria, tra collera e preghiera, su una città che cova la sua apocalisse e la
sua rinascita.
TEATRO
9,
10, 11, 12, 13 dicembre
LUCA
SACCOIA
NATALE
IN CASA CUPIELLO
regia
Lello Serao
Il
classico di Eduardo nella rilettura di Luca Saccoia: Luca Cupiello, il suo
presepio e la famiglia che si sgretola, tra comicità e tragedia del Natale
napoletano.
MUSICA
16
dicembre
GIOVANNI
TRUPPI
SOLO
PIANO
Giovanni
Truppi solo al pianoforte: la canzone d’autore ridotta all’essenziale, tra
parola e melodia, nel recital intimo di uno degli autori più personali della
sua generazione.
TEATRO
MUSICALE
19,
20, 26, 27, 29, 30 dicembre | 2, 3 gennaio 2027
PEPPE
BARRA
LA
CANTATA DEI PASTORI
con
Lalla Esposito
L’antica
sacra rappresentazione della Natività: il viaggio verso Betlemme tra diavoli,
lazzi e devozione, cuore del Natale popolare napoletano.
TEATRO
22,
23 dicembre
GINO
CURCIONE
NUMMERE.
SCOSTUMATISSIMA TOMBOLA
La
tombola napoletana si fa rito teatrale e comico: Gino Curcione trasforma il
gioco delle feste in uno spettacolo irriverente tra numeri, smorfia e
tradizione popolare.
MUSICA
1°
gennaio 2027
NUOVA
ORCHESTRA SCARLATTI
NAPOLI
– VIENNA – PARIGI
musiche
di Luigi Ricci, Gioachino Rossini, Johann Strauss, Jacques Offenbach &
altri
La
trentesima edizione del Concerto di Capodanno della Nuova orchestra Scarlatti è
dedicata a Napoli, Vienna e Parigi, ovvero le tre grandi capitali musicali
dell’Ottocento, tra tarantelle, polke e
valzer.
TEATRO
14,
15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 23, 24 gennaio
LE
QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI
OVVERO
DELLA DIGNITÀ PERDUTA
regia
Carlo Cerciello
produzione
Trianon Viviani
Lo
spettacolo rilegge i quattro giorni della liberazione di Napoli
dall’occupazione nazifascista per riflettere sull’omologazione liberista del
presente.
LETTURA
27
gennaio
IMMA
VILLA
TEMPO
CHE FU DI SCIOSCIA
di
Enzo Moscato
con
Cecilia Lupoli
musica
di scena Paolo Coletta
progetto
Imma Villa
Le
Quattro Giornate di Napoli del 1943 attraversate con la pura fantasia e
l’immaginazione da Enzo Moscato per «penetrare in quella zona sempre oscura,
sempre reticente, sempre irrivelata, sempre
quasi
al limite del dicibile (e, per tanti versi, anche ibrido, scabroso), che è il
“privato”, la sfera dell’individuale».
MUSICA
28
gennaio
RADIO
TRIANON
SIMONA
BOO in concerto
arrangiamenti
di Ernesto Nobili
Simona
Boo reinterpreta la canzone neomelodica negli arrangiamenti di Ernesto Nobili: un’altra
tappa del progetto Radio Trianon tra tradizione e ricerca.
TEATRO
30,
31 gennaio
HAMLET
TRAVESTIE
DA
JOHN POOLE E ANTONIO PETITO A WILLIAM SHAKESPEARE
di
Emanuele Valenti e Gianni Vastarella
con
Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Carmine Paternoster, Valeria Pollice,
Emanuele Valenti, Gianni Vastarella
regia
Emanuele Valenti
Da
Poole e Petito a Shakespeare: la famiglia Barilotto inscena l’Amleto per
guarire il figlio che si crede il Principe di Danimarca. Farsa nera tra gag,
sceneggiata e sentori di camorra.
MUSICA
4
febbraio
CALIBRO
35
I
Calibro 35 (Tommaso Colliva, Massimo Martellotta, Enrico Gabrielli e Fabio
Rondanini) sono nati per un progetto di ricerca sui suoni della “golden age”
delle colonne sonore italiane, producendo otto album e firmando svariate
colonne sonore in poco più di quindici anni di attività. Al Trianon Viviani
omaggiano Napoli Centrale, il gruppo storico di James Senese.
LETTURA
7
febbraio
UNDICI.
NON DIMENTICARE
di
Andrej Longo
lettura
scenica a cura di Marcello Cotugno
con
(in o.a.) Valentina Acca, Chiara Baffi, Clara Bocchino, Nadia Carlomagno, Valentina
Curatoli, Rosaria De Cicco, Cristina Donadio, Marianna Fontana, Bianca Nappi, Chiarastella
Sorrentino, Dalal Suleiman
Undici
storie tutte al femminile, ambientate a Napoli e nella sua sterminata
periferia, rubate alla cronaca, alla strada, alla vita, che ci svelano
frammenti a volte inaspettati della realtà.
TEATRO
25,
26, 27, 28 febbraio | 2, 3, 4, 5, 6, 7 marzo
MALA-MENTE
di
e con Peppe Lanzetta
regia
Raffaele Di Florio
produzione
Trianon Viviani
Peppe
Lanzetta è l’autore e il protagonista di questa “sceneggiata in divenire”
popolata da due donne, un rapper e un quintetto d’archi dall’ostinata volontà
di rimettere in scena, «a tutti i costi»,
i
codici della sceneggiata. Il riscatto di genere, l’amore e il tradimento
diventano così i temi di un’indagine personale dell’autore, accompagnata da un
tessuto sonoro che intreccia il repertorio
del
Novecento a musiche originali.
DANZA
9
marzo – 4 aprile
PASOLINI.
IL CORPO ORIGINARIO
residenza
a cura di Enzo Cosimi
spettacoli
Bastard Sunday | Una disperata vitalità
installazioni
performative Visione africana | The Respirator | Fari nella
notte | O solo mio
La
residenza del coreografo Enzo Cosimi con la sua compagnia è un itinerario
sull’atto performativo, dalla formazione all’azione coreutica. L’obiettivo è
costruire una relazione autentica con il territorio attraverso il
coinvolgimento di danzatori e performers campani.
MUSICA
13
marzo
NAPOLI
CANTA DE ANDRÉ
con
Maldestro, Barbara Buonaiuto, Flo, Irene Scarpato (Suonno d’Ajere), Francesco
Di Bella (24 Grana) e Dario Sansone (Foja)
Artisti
della scena partenopea reinterpretano in napoletano l’opera di Fabrizio De
André: le canzoni del grande poeta della musica italiana rilette tra voci e
suoni della città.
MUSICA
19
marzo
ENZO
AVITABILE & PEPPE SERVILLO
DUET
Due
voci a confronto: il sassofonista e cantautore Enzo Avitabile e Peppe Servillo,
tra world music, jazz, tradizione popolare e canzone d’autore, in un dialogo
dal vivo.
TEATRO
21
marzo
DONNE
CON LA FOLLA NEL CUORE
Festa
per i 20 anni del progetto la Scena delle Donne. Percorsi teatrali con le donne
di Forcella ideazione e cura Marina Rippa, Monica Costagliola e Fiorella
Orazzo per f.pl. femminile plurale
Donne
con la folla nel cuore è il titolo del primo laboratorio del progetto la Scena
delle Donne tenuto al Trianon Viviani nel 2007. Con proiezioni, mostra di
materiali, archivi e oggetti di scena e
dibattiti,
la festa racconta i luoghi attraversati in questi vent’anni, delle scoperte
fatte attraverso lo studio, delle invenzioni composte con materiali semplici e
spesso di uso comune e degli incontri con
donne
straordinarie e «infra-ordinarie» (come direbbe Perec).
MUSICA
9,
10 aprile
LINA
SASTRI
Lina
Sastri tra teatro e canzone: uno spettacolo-concerto che intreccia parola e
musica nel repertorio napoletano e d’autore, con la voce di una grande
interprete italiana.
TEATRO
16,
17, 18, 23, 24, 25 aprile
NA
MEZA BUSCIA
di
Alessio Forgione
musiche
Marco Messina
con
Francesco Di Leva, Rosario Giglio, Daniele Vicorito, Anna Carla Broegg
scene
Luigi Ferrigno
regia
Pino Carbone
produzione
Trianon Viviani
Oscillando
continuamente tra memoria, verità e leggenda, lo spettacolo racconta l’incontro
tra quattro figure che appartengono all’immaginario collettivo: il poeta e
paroliere Vincenzo D’Agostino,
Annarella,
oggetto del suo amore tormentato, Gigi D’Alessio, mosso dall’irrefrenabile
voglia di affermarsi come artista, e Mario Merola, che regala saggezza popolare
a chi ne ha bisogno.
OPERA
29
aprile
COSÌ
FAN TUTTE
dramma
giocoso di Wolfgang Amadeus Mozart
libretto
Lorenzo Da Ponte
Ensemble
Mercadante
direttore
Benedikt Sauer
Così
fan tutte è l’opera con la quale Mozart rende omaggio a Napoli, dove si era
recato col padre all’età di quattordici anni, ispirandosi alla tradizione
teatrale e musicale dell’opera buffa partenopea, tra travestimenti, allusioni e
doppi sensi.
MUSICA
7
maggio
EBBANESIS
EBBANEPOLIS
In
questo nuovo spettacolo, Viviana Cangiano e Serena Pisa portano in scena un
viaggio tra Napoli e il mondo, dove brani internazionali tradotti in napoletano
si intrecciano ai canti popolari, ai ritmi arcaici e alle storie che vivono
nella memoria. A questo dialogo si aggiungono i grandi canti della tradizione,
che riportano in superficie un passato ancora vivo, insieme a inediti che
nascono oggi, ma parlano la stessa lingua emotiva, creando un ponte continuo
tra radici e presente.
TEATRO
– Under 35
14,
15, 16, 20, 21, 22, 23 maggio
PULCINELLA
OVVERO
UNA COSA CHE SOMIGLIA AL MONDO
scritto
e diretto da Noemi Francesca
con
Giovanni Ludeno e Riccardo Festa
produzione
Trianon Viviani
Un
progetto che sottrae Pulcinella tanto alla cristallizzazione folklorica quanto
alla semplice citazione colta, per restituirlo alla sua natura più perturbante:
quella di figura che non rappresenta il mondo, ma lo interroga fino ad
assomigliargli in modo inquietante.
MUSICA
27
maggio
NUOVA
ORCHESTRA SCARLATTI
OMAGGIO
A BEETHOVEN
Il
concerto rende omaggio a Ludwig van Beethoven con l’esecuzione della Prima e
della Quarta Sinfonia, composte tra il 1799 e il 1806.
EVENTO
28
maggio
MONICA
NAPPO
PREMIO
NAPPO
«Il
Premio Nappo nasce nel 2022, quando decisi di creare un riconoscimento per gli innumerevoli
artisti che conoscevo e che fin troppe volte venivano ignorati dal sistema dei
critici e dei premi. Sono io la giuria, scelgo e compro io i premi, decido a
chi assegnarli, scrivo le motivazioni. Il premio è istituito per celebrare i
miei amici artisti e il loro percorso, perché è questo l’unico requisito: io
premio solo i miei amici.» (Monica Nappo)
TEATRO
3,
4 giugno
VIVIANI
LIBERO
COORDINAMENTO
TEATRO CARCERE CAMPANIA
Primo
Festival del Teatro Carcere della Campania, promosso dal Coordinamento Teatro
Carcere Campania, la manifestazione porta in scena le migliori esperienze
teatrali nate negli istituti penitenziari della regione, proponendo spettacoli,
incontri e performance dedicate
a
Raffaele Viviani. L’iniziativa guarda così al teatro come strumento di
inclusione, formazione e dialogo tra istituzioni e cittadinanza.
MUSICA
10
giugno – chiusura della stagione
RADIO
TRIANON – CONCERTO IN PIAZZA
FESTA
FINALE – LA SCENA RAP NAPOLETANA
produzione
Trianon Viviani
La
festa di chiusura in piazza: i protagonisti della nuova scena rap e urbana
cittadina, voce delle nuove generazioni, per un concerto che porta in strada i
linguaggi di oggi, coordinato da Polo (Alberto Cretara) del gruppo la Famiglia.
FORMAZIONE
20
ottobre > 13 giugno
ACCADEMIA
DEI MESTIERI
laboratori
di formazione coordinati da Luciano Quagliozzi
Pietro
Meglio e Pasquale Meglio laboratorio di Macchinista teatrale
Pier
Paolo Polcari laboratorio di Creazione musicale, Produzione artistica e Performance
Vincenzo
Cucchiara
laboratorio di Trucco e parrucco di scena
Pierpaolo
Sepe
laboratorio di Recitazione
Uno
dei cardini della direzione artistica di Pierpaolo Sepe è la nascita
dell’Accademia dei Mestieri del teatro Trianon Viviani. Non solo attori, ma
macchinisti, tecnici luci, fonici, elettricisti di scena e attrezzisti: figure
indispensabili senza le quali la magia non accade.
Nell’Accademia
la formazione si intreccia con il lavoro reale, per integrarsi stabilmente con
le produzioni del teatro, e per diventare anche uno spazio di socializzazione e
aggregazione per giovani, adolescenti e minori, con particolare attenzione alle
fasce socialmente fragili del territorio campano: un luogo di realizzazione
individuale e collettiva, che vuole contribuire allo sviluppo culturale e
sociale del territorio.



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