ART, con Michele Riondino e Daniele Parisi, regia di Michele Riondino
Al Teatro Politeama Pratese - Via G. Garibaldi 33/35, PRATO – il 7 alle ore 21 e l’8 alle ore 16 Febbraio 2026.
Servizio di Cinzia Capristo
Al
Politeama di Prato è andata in scena una delle commedie dell’autorevole
drammaturga della letteratura mondiale Yasmina Reza, francese di
adozione, ma di origini iraniane e ungheresi. Una delle autrici contemporanee
più tradotte e rappresentate al mondo. Il suo successo internazionale arriva
nel 1994 con ART. Il suo stile letterario acuto e ironico esplora le nevrosi
della borghesia contemporanea; le sue opere, sia teatrali che narrative, sono
caratterizzate da dialoghi graffianti, osservazioni acute della vita quotidiana:
la sua scrittura scava nelle fragilità umane, in quella solitudine che
attanaglia l’essere umano che col passare del tempo lo porta a tensioni
familiari e interpersonali. Questa pièce si focalizza sulle dinamiche
dell’amicizia, relazioni umane fatte di silenzi, imbarazzi, a volte tensioni e
battute taglienti e ironiche. Basta poco,
una tela bianca, per riscrivere un rapporto solido ed è da questo che tutto ha
inizio. Il testo di Reza è semplice ed affida a tre uomini lo scontro amicale. La
tela come spazio di sincerità assoluta, per testare i rapporti umani; i
linguaggi scenici in un dialogo pungente e ironico, diventano impietosi.
La scena
che si presenta a sipario aperto è semplice ed elegante un salotto borghese e
tre protagonisti che si alternano sulla scena fino a quando si ritrovano per un
confronto a tre. Marc, interpretato da un bravissimo Michele Riondino,
in un fuori scena annuncia di andare da Serge, interpretato dal magnifico ed
esilarante Michele Sinisi, l’altro amico Yvan, interpretato da un
valente Daniele Parisi, comparirà sulla scena in un momento successivo. Tutto
parte dall’acquisto di un quadro d’arte contemporanea da parte di Serge che lo mostra
con orgoglio agli amici, ma secondo Marc l’acquisto è troppo costoso e ne palesa
il suo sconcerto con giudizi mordaci.
Da qui ne nasce una discussione sull’arte
contemporanea che degenera diventando il pretesto per sollevare vecchi rancori e
rivalità sottaciute trasformando un incontro tra amici in un acceso quanto
polemico dibattito, con battute sempre più affilate, man mano che la discussione
va avanti. La tensione cresce nei silenzi assordanti, nei volti tirati dei
protagonisti che celano cose non dette, ma anche nelle parole dette che diventano
armi che feriscono. Quello
che ne emerge è una comicità amara e intelligente, che pone l’accento sugli
scontri che si innescano sulle banalità della vita quotidiana, ne emerge un
quadro grottesco e buffo fatto di giudizi, alleanze, risentimenti e paure che
emergono progressivamente sotto il peso delle parole. Michele
Riondino che interpreta Marc è controllato, nervoso, ma non abbastanza cattivo,
prende calmanti per essere frenato nei giudizi. Quello che emerge tra i tre
personaggi è Serge interpretato da un esilarante Michele Sinisi che difende la
sua scelta con scatti di rabbia, orgoglio, momenti buffi di ilarità collettiva.
Daniele
Parisi
interpreta Yvan, l’amico accomodante, quello che non prende posizione, che
cerca alleanze per poi ritrarsi, un uomo fragile in procinto di sposarsi, ma
che ha una serie di conflitti familiari che porta a conoscenza degli amici
innescando giudizi pesanti diventando la vittima sacrificale tra Marc e Serge,
che gli imputano la non risoluzione dei loro conflitti per la sua perenne
indecisione di prendere posizione. Si arriva allo scontro fisico tra Marc e
Serge per poi giungere a ridefinire tra i tre amici il loro rapporto su nuove
basi, tuttavia l’ipocrisia è sempre presente come una spada di Damocle. La
regia ben congegnata di Riondino fatta di scene, ma anche di fuori scene fa
emergere i reali sentimenti dei protagonisti in modo introspettivo,
evidenziandone in modo chiaro le dinamiche sottese, tuttavia lo spettacolo, pur
avendo tre bravissimi attori, rispetto al testo manca di ritmo e di mordace crudeltà
che invece emerge nel testo di Reza, e nei fuori scena di Riondino quando la
bravura degli attori fa esplodere quella rabbia sottaciuta dei protagonisti.
Lo spettacolo con la sua ironia pungente ha suscitato comunque grossi plausi all’intera e coesa compagnia di tre bravissimi attori.
Regia di:
Michele Riondino
Aiuto
regia: Maria Federica Bianchi
con Michele
Riondino, Daniele Parisi, Michele Sinisi
Scene di:
Vito G. Zito
Costumi di:
Silvia Segoloni
Disegni e
luci di: Cristian Zucaro
Produzione:
Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini, per Infinito e Argot Produzioni,
in coproduzione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana
Onlus – La Città del Teatro
Foto Silvia Tondelli
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