LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA di Ruggero Cappuccio diretto e interpretato da Sonia Bergamasco
Al Teatro San Ferdinando dal 4 all’8 febbraio 2026
Servizio di Rita Felerico
Appare sul palcoscenico avvolta dal bianco dei veli e del corpetto,
antico nel suo stile ed elegante come si addice ad una principessa; Sonia Bergamasco diviene Beatrice, la Principessa di Lampedusa,
attraversando le luci trasparenti, i suoni, le voci che fanno eco al desiderio
di vita, mai seppellito della scomparsa principessa. Nel suo esserci e non
esserci si nutre dei colori della sua Sicilia, dei sapori dei suoi cibi, del
suo mare, degli odori che popolano il giardino, che si immagina antico, come la
sua dimora, dove su una
altalena, simbolo dell’infanzia e del saper sognare, sospesa fra due antichi
tronchi, l’eterea figura di Beatrice si muove, cavalcandola, abbracciandola,
sorridendo, volando.
Con grande passionalità Sonia Bergamasco rende sensoriale il testo
di Ruggero
Cappuccio, ritmato dal canto dei grilli,
degli uccelli e soprattutto dalla vita oltre il limite di una figura di una
donna che ha saputo restare, anche dopo la morte, nel tempo presente, con tutti
i suoi sentimenti, gli amori, le risposte evase sugli accadimenti della storia:
incarnazione di una società in dissoluzione, sulla quale il suo spirito libero
ironizza e ragiona.
“Dopo la morte, agli esseri umani vengono sottratte tutte le
facoltà, tranne una: la possibilità di sognare. È Beatrice di Lampedusa a
scoprirlo. La principessa, bella, coltissima, straordinaria pianista,
disinvolta nell’uso di tre lingue straniere, si trova di fronte a
un’abbagliante rivelazione: il suo trapasso è avvenuto, ma la coscienza è
intatta. La sua vita terrena la assedia come un impetuoso flusso
onirico”. Così si
legge nelle note di regia, a sottolineare la forte personalità della
principessa capace di guardare oltre gli orizzonti delle sue atmosfere di vita, verso una libertà fisica e morale resistente, legata agli affetti, alle tradizioni ma non tanto da renderla cieca alle
novità dei cambiamenti.
La principessa torna in una Palermo distrutta
dai bombardamenti, nella sua casa distrutta, ma nulla ferma il suo desiderio di
vita e la lettura scenica di Sonia Bergamasco, che è anche regista, crea un
equilibrio fra scrittura e immagini che le parole suscitano. Si lascia il
teatro cercando di dare corpo a quel sogno che l’attrice / regista ha
interpretato, riportando nel presente sentimento e parallele situazioni di fatti storici, secondo lo sguardo di
una particolare sensibilità femminile.
Interessante la descrizione sensuale e passionale
dell’attrazione / amore fra il Vesuvio e
l’Etna, un gioco di sovrapposizioni non solo simboliche, mitiche, oniriche, ma
immagini che descrivono un forte rapporto di terra e di culture da considerare oggi più che
mai un focus di nuove riflessioni, per osservare con occhi diversi il Sud.
LA PRINCIPESSA
DI LAMPEDUSA
di Ruggero Cappuccio
diretto e interpretato da Sonia
Bergamasco
musiche Marco Betta, Ivo Parlati,
Charles Gounod, Nino Rota
scena Paolo Iammarrone, Vincenzo
Fiorillo
costume Carlo Poggioli
luci Cesare Accetta
consulenza al suono Gup Alcaro
datore luci Antonio Palazzolo
aiuto regia Umberto Salvato
fonico Antonio D’Antuono
direttore di scena Errico Quagliozzi
aiuto fonico Luigi Aquino
sartoria Tirelli
service audio MUSICA&MUSICA
service luci MEGARIDE srl
segretaria di produzione Sabrina Codato
produzione Fondazione Campania dei
Festival — Campania Teatro Festival
RIPRODUZIONE
RISERVATA







Commenti
Posta un commento