Al
Ridotto del Mercadante dal 9 al 19
aprile 2026
Servizio di Rita Felerico
La
scrittura decisa e passionale di Fabio
Pisano rispecchia la tematica complessa e coinvolgente
di uno spettacolo
che affronta sentimenti, dubbi, domande che ci appartengono, ovvero sono parte
della nostra storia. Le sue parole confermano non solo una profonda
conoscenza del mondo femminile, ma anche la capacità di indagare su
significati, archetipi ad esso connessi, dati per scontati e quasi sacri.
Il
giovane drammaturgo, che ha studiato scienze biotecnologiche, è stato allievo
di grandi Maestri di fama internazionale come Mark Ravenhill, Martin Crimp,
Enzo Moscato, Laura Curino, Davide Carnevali, ha visto finalista questa sua
opera, Il numero esatto,
alla 57ª edizione del prestigioso Premio Riccione per il Teatro e
vincitrice assoluta del Premio Ugo Betti per la Drammaturgia 2024 (durante
la XIX edizione).

A
sostenere l’idea drammaturgica Martina
Badiluzzi, regista, autrice e interprete. Formatasi con Anatolij
Vasil’ev, il duo artistico Deflorian/Tagliarini, Lucia Calamaro, la
regista brasiliana Christiane Jatahy, nel 2019 ha vinto il bando “Biennale
College Registi Under 30” della Biennale di Venezia. Focus della sua ricerca è
il potere trasformativo della scrittura femminile e in questa pagina
teatrale riesce a trasformare in corporeità le
voci delle donne in scena, i suoni attraverso i quali Alice, la
protagonista interpretata da
Anna Carpaneto, vuole ritrovare le sue
radici e
la verità sulla sua nascita.

Alice
in cerca di se
stessa attraversa il senso di concetti come maternità, gestazione per altri, femminilità, famiglia, identità e lo
fa ascoltando le ragioni della prima madre, Giulia Weber, della seconda madre, Alessandra Borgia, della gestante, Francesca Borriero,
della tata, Federica Carruba
Toscano travalicando i confini della sua città, del
suo Paese, scoprendo quanto e come possano incidere i luoghi, gli accadimenti
della storia, delle persone e dei fatti.
Scopre
la guerra, la devastazione delle violenze e della povertà e come l’essere madre, modus di umanità, possa
essere vissuto diversamente, con il dolore e le privazioni e di come la cura
materna divenga l’unica nota per la continuazione della vita.
Scrive
il regista. “Alice attraversa l’inferno silenzioso dei dettami sociali, del
conto alla rovescia inscritto nei corpi delle donne, dell’idea che generare
coincida con il senso stesso dell’esistere. Eppure, nel suo viaggio, non cerca
di dimostrare qualcosa ma di sentire: ascoltare il proprio nome risuonare nelle
voci di tutte le donne che “hanno avuto a che fare con la mia venuta al mondo”.
Un sentire che è più radicale di qualche cromosoma. Alice mette in crisi le
regole di questo mondo antico, fa saltare gli stereotipi e le ideologie
patriarcali su maternità e famiglia”
Il
numero esatto è il numero di ovociti giusto per concepire, il numero delle
madri, il numero delle casualità che indaga fino in fondo chi siamo:
e la domanda si ripropone: chi siamo?
Da dove veniamo? Cosa ci unisce tutti anche inconsapevolmente?
Le
luci, i costumi, le scene sono tutte ben calibrate intorno all’azione scenica,
nella quale le attrici si muovono con convinzione e desiderio di essere più che
apparire.
IL NUMERO ESATTO
di Fabio Pisano
regia Martina
Badiluzzi
con Alessandra
Borgia, Francesca Borriero, Anna Carpaneto, Federica Carruba Toscano, Giulia
Weber
scene Roberta Guasco
costumi Alessandra
Gaudioso
luci Fabrizio
Cicero
musiche Francesco Leineri
direttrice di scena Teresa Cibelli
datrice luci Desideria Angeloni
fonico Guido Marziale
foto di scena Ivan Nocera
produzione Teatro di
Napoli – Teatro Nazionale
in collaborazione con Compagnia
Liberaimago, AMAT e Comune
di Pesaro per RAM – Residenze Artistiche Marchigiane, progetto promosso da MiC
e Regione Marche, In__corpore, progetto di Residenze per artisti nei territori
25-27 del teatro del Grillo di Soverato (CZ), co-finanziato da Regione Calabria
e Ministero della cultura
Testo finalista della 57^
edizione del Premio Riccione per il Teatro
Vincitore del Premio Ugo Betti per la drammaturgia, nel 2024
Pubblicato nella collana teatrale bettiana, per Bulzoni editore
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