SISTER LUISA atto unico della monaca pittrice, testo Veronica Grossi, regia Francesca Esposito

Prima assoluta: 18 luglio, ore 19.30, Terrazza del Rione Terra

Servizio di Pino Cotarelli

L’ultimo appuntamento del Festival Antichi Scenari prodotto e organizzato dall’Associazione Luna Nuova e ideato da Veronica Grossi -che ne è la Presidente- narra la storia di Luisa Capomazza pittrice puteolana del Seicento, per secoli dimenticata. A riscoprire la sua storia – insieme alle storie di altre donne puteolane- è stata proprio Veronica Grossi, autrice del testo.

Luisa è una donna coraggiosa, impavida: non intimorita dai pregiudizi della sua epoca, capovolge un destino che relega le donne ad essere mogli, madri, custodi del focolare. Per dare vita alla sua passione, la pittura, vissuta non come semplice diletto, ma come una forte necessità interiore senza la quale non può esprimersi, Luisa decide di percorrere la strada di una scelta non facile, che cambierà radicalmente la sua esistenza e il suo futuro. Entra in un convento.

Una scelta non di sottomissione ma di libertà, la clausura si trasforma nello spazio dove poter liberamente fare la sua arte, senza nessun vincolo coniugale o di altro genere.

Dichiara Veronica: “Tuttavia, questo rifugio ha avuto un prezzo alto. Esploro proprio questo paradosso: la necessità di rinunciare a vivere pienamente il mondo per poter avere il diritto di dipingerlo. Luisa emerge come una figura di confine, troppo artista per una vita monastica tradizionale e troppo indipendente per le regole della società esterna”.

Per realizzare la messa in scena, fortunato è stato l’incontro con la regista Francesca Esposito di Teatro Nudo e le due attrici Anna Bocchino e Adriana D’Agostino. Dice Francesca: “Nella regia ho lavorato su due elementi che attraversano tutto lo spettacolo: il ghiaccio, già presente nel testo di Veronica Grossi, e la seta, che ho voluto ingigantire fino a renderla una presenza ingombrante in scena. Il ghiaccio di una vita già scritta è reso visibile sulla scena, e il pennello diventa letteralmente l'ascia con cui Luisa lo rompe, rifiutando il destino che altri avevano deciso per lei. La seta è quella dei vestiti che rifiutò quando scelse di sottrarsi alla vita di corte e alla ricerca di un marito, e che nel percorso dello spettacolo si trasforma: diventa il velo monacale della sua clausura e infine una tela gigante, la tela della pittrice. Negli stessi materiali che avrebbero dovuto imprigionarla, Luisa trova lo spazio della propria libertà creativa”.

Lo spettacolo ha riscosso notevole successo di pubblico e di critica. Auguriamoci di vederlo al più presto su altri palcoscenici.

 

Sister Luisa atto unico della monaca pittrice
Testo Veronica Grossi
Regia Francesca Esposito
con Adriana D’Agostino e Anna Bocchino
Musiche dal vivo Minni e Marta Carbone (percussioni e voci)
Pozzuoli — Festival Antichi Scenari
Produzione Associazione Luna Nova
Prima assoluta: 18 luglio, ore 19.30, Terrazza del Rione Terra,

  

Video di Massimiliano Longobardo



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