La Vedova Scaltra, con Caterina Murino e Enrico Bonavera, regia e adattamento di Giancarlo Marinelli

Al Teatro Politeama Pratese - Via G. Garibaldi 33/35, PRATO – il 20 alle ore 21 e il 21 alle ore 16.00 Dicembre 2025.

Servizio di Cinzia Capristo                 

Al Politeama di Prato è andata in scena una delle commedie più brillanti di Carlo Goldoni che anticipa il tema della donna fiera e corteggiata da molti uomini che aprirà la strada all’altra commedia di Goldoni: La Locandiera. In entrambe le commedie la protagonista è il perno su cui ruota tutta la kermesse, entrambe manipolano abilmente il proprio destino scegliendo da sole il proprio sposo. Rosaura interpretata da una brava e leggiadra Caterina Murino, come Mirandolina, non si lascia incantare da false adulazioni, ma da criteri di razionalità. La vedova Scaltra fu anche messa in musica come opera buffa a Roma, nel 1773 e nel 1931 da due diverse compagnie.

A sipario ancora chiuso un Arlecchino menestrello, interpretato da un bravissimo e disinvolto Enrico Bonavera, sale sul palco e narra la storia di Rosaura.

La trama è quella da tutti conosciuta, Rosaura Lombardi è una giovane e ricca vedova veneziana che vorrebbe risposarsi, al suo seguito quattro pretendenti di nazionalità diverse: Milord Runebif, inglese, Monsieur Le Blau francese, Don Alvaro di Castiglia spagnolo e il Conte di Bosco Nero italiano. Ciascuno dei quattro la corteggia inviandole doni, l’inglese le fa avere un diamante, il francese un ritratto, lo spagnolo l’albero genealogico della sua famiglia, mentre l’italiano le invia una lettera d’amore dichiarandosi e manifestando gelosia per gli altri pretendenti. Un Arlecchino irriverente, servitori di più padroni, recapita a Rosaura i doni dei pretendenti, ma nel suo ruolo di ambasciatore di più padroni, fa confusione tra i signori che deve servire e i messaggi che deve recapitare. Rosaura come in una fiaba viene aiutata dallo zio Pantaleone, che si manifesta come Zeus con una voce possente di potere assoluto, interpretato con la voce di Jean Reno, nell’essere ascoltato sulla scelta dei pretendenti.

Rosaura appare indecisa sui quattro aspiranti sposi, poiché ognuno di loro ha una caratteristica attraente, l’inglese generoso, il francese galante, lo spagnolo rispettabile, l’italiano appassionato, pertanto decide di metterli alla prova e mascherata si presenta a ognuno di loro nelle vesti di una loro connazionale che li ha seguiti per dichiarare i propri sentimenti, screditando Rosaura.

Tutti si fanno incantare dalle lusinghe della dama mascherata tranne uno: il Conte italiano, che le resterà fedele e pertanto sarà lui il prescelto. La commedia mantiene, pur rivisitata, il canovaccio della opera teatrale goldoniana nei luoghi, nei costumi del meticoloso Nicolao Atelier Venezia e nell’intreccio dei loro personaggi. Bellissime le proiezioni di Venezia di Francesco Lopergolo, che ci fa sognare con le sue immagini e le luci riflesse sui canali di Venezia, dove una altera dama, Rosaura, volteggia tra i palazzi settecenteschi delle scene di Fabiana Di Marco che ci ricorda un Settecento fascinoso e intrigante che aleggia in questa commedia sapientemente imbastita da Giancarlo Marinelli che ne cura non solo l’adattamento, ma anche la regia, facendo emergere i personaggi in tutte le loro sfaccettature, tirando fuori magistralmente le loro caratteristiche peculiari nell’alternarsi incessante di sentimenti e passioni, tanto che i personaggi dei quattro pretendenti acquistano spessore grazie anche e soprattutto alla bravura indiscussa di Giorgio Borghetti, Patrizio Cigliano, Mino Manni, Lorenzo Volpe e dell’intrigante serva di Rosaura interpretata dalla brava Serena Marinelli.

Rosaura in un viaggio immaginifico tra Venezia e Parigi interpreta una donna, che tra sentimenti e stati d’animo contrastanti travalica i confini nazionali per essere un personaggio cosmopolita sulla scena teatrale, che rivendica dignità e libertà archetipo di donna che sa farsi valere pur in una società dominata da uomini.

La pièce rappresentata risulta elegante e ben curata nei dettagli dove gli attori, ognuno nel proprio ruolo, si inseriscono in un contesto di complicità e coesione conquistando la platea e divertendola.

 

LA VEDOVA SCALTRA di Carlo Goldoni

Regia e Adattamento di Giancarlo Marinelli
Aiuto Regia Serena Marinelli
Con Caterna Murino e Enrico Bonavera
e Giorgio Borghetti, Patrizio Cigliano, Mino Manni, Lorenzo Volpe e Serena Marinelli, Con la partecipazione vocale di: Jean Reno e con Enrico Bonavera nel ruolo di Arlecchino
Scene di Fabiana Di Marco
Costumi di Nicolao Atelier Venezia
Proiezioni di video Francesco Lopergolo
Produzione Compagnia Molière, Teatro Quirino di Roma e Theatre des Bouffes Parisiens
Coproduzione con Richard Caillar Prod, Fimalac Entertainment, Arts Live Entertaiment in collaborazione con Arteven con il patrocinio dell’istituto italiano di cultura

 Foto di Silvia Tondelli

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