NON POSSO NARRARE LA MIA VITA da Gli anni piccoli e altri testi di Enzo Moscato, drammaturgia e regia Roberto Andò.

Al Teatro Mercadante di Napoli dal 10 dicembre 2025 al 7 gennaio 2026

Servizio di Pino Cotarelli

Napoli – A due anni dalla scomparsa di Enzo Moscato, Roberto Andò prova a ricomporre il puzzle della sua esistenza raccogliendo i frammenti delle testimonianze dal suo racconto autobiografico dell’infanzia e della prima adolescenza “Gli anni piccoli” e dagli spaccati di alcuni suoi spettacoli quali: Rasoi, Partitura a Signurì Signurì, Hotel de l’Univers, Co’Stell’Azioni, Mal-d-Hamlé. Un lavoro di ricostruzione non agevole data la mancanza di elementi essenziali per una biografia più completa e compiuta, da cui il titolo dello spettacolo “Non posso narrare la mia vita”. Un anticipo dell’indeterminatezza e della sospensione che inevitabilmente si percepisce nello spettacolo, così come nel carattere e nelle tante riflessioni dell’artista, che sembrano affermare tutto e il contrario di tutto, in un linguaggio fatto di contorsioni verbali e contaminazioni di lingue, eppure dal significato e dal messaggio molto intenso e imponente che si avverte e lascia il segno. 

Un artista destinato, come tanti, ad essere valorizzato dopo la sua morte essendo stato trascurato prima, nonostante fosse, insieme a Ruccello e Santanelli, considerato fra gli autorevoli autori del dopo Eduardo. Indubbiamente la messa in scena di Roberto Andò con la scenografia mozzafiato di Gianni Carluccio, eleva il livello artistico complessivo dell’intero spettacolo, impreziosito dalla prestazione attoriale di un ottimo Lino Musella, che rende molto bene, mimica, toni e atmosfere del personaggio Moscato, accompagnato da altrettanti attori di valore fra i quali Giuseppe Affinito e Tonino Taiuti. Una scalinata, delle tante esistenti nei Quartieri Spagnoli, accomuna le diverse umanità che vivono ai suoi bordi e che come uno spaccato di Viviani, appaiono nelle loro modesta e dimessa quotidianità, raccontando le proprie vite, come tante tessere di un unico mosaico che compongono i luoghi vitali dell’artista. 

Dal racconto della sua infanzia apprendiamo quando intimorito dalla statua di Sant’Antonio, che appare imponente sulla scalinata nella scenografia, a cui l’artista viene raccomandato dalla madre per la salvaguardia della salute e per una pericolosa piccola glandola al polmone diagnosticata dal medico, che il terrore provato diventerà paura atavica e lo accompagnerà per tutta la vita, così come la paura della presenza degli spiriti di alcuni compagni della scuola elementare municipale “Emanuele G.”  che si erano uccisi e che potevano apparire in ogni momento. 

In alcune teche presenti sul palco vengono materializzate scene topiche che hanno caratterizzato la vita di Moscato adolescente, come le passeggiate alla Standa con la madre o il combattimento fra Babbi Natale e altro ancora.  Ulteriore suggestivo elemento scenografico è la piscina che compare alla fine delle scale, al centro del palco, che richiama alla memoria i Bagni Eldorado frequentati dall’artista, dove nel frastuono e nell’allegria, fra tuffi, balli e intrattenimenti musicali, eseguiti da Pasquale Scialò e Flo con microfono su asta a mo’ di varietà, si consuma una passerella in abiti da donna che Moscato elargisce in compagnia dei suoi amici: una interiorità femminile che si fa preminente e avanza. 

Molto apprezzati anche i brani cantati a cappella e quelli accompagnati dal vivo col piano. Un mesto pulcinella appare sul finire della rappresentazione mentre scorrono le immagini di una bellissima Marylin Monroe sulle note di Walk on the wild side di Lou Reed. La neve chiude in bellezza e sottolinea l’illusione che abbiamo vissuto nella finzione teatrale ma anche la realtà che ci lascia sospesa dentro questo straordinario artista che sembra avere effetto postumo. Meritati gli applausi tributati dal numeroso pubblico accorso per questo stupendo omaggio di Roberto Andò a Enzo Moscato, realizzato magnificamente per le stupende componenti scenografiche, per l’ottima resa attoriale e per l’oculata complessa regia.

 

POSSO NARRARE LA MIA VITA
da Gli anni piccoli e altri testi di Enzo Moscato
drammaturgia e regia Roberto Andò
con Lino Musella
Tonino Taiuti
FloLello Giulivo, Giuseppe Affinito
e Vincenzo Pasquariello, Ivano Battiston, Lello Pirone, Eleonora Limongi
voci e corpi della città Nikita Abagnale, Mariarosaria Bozzon, Francesca Cercola, Gabriella Cerino, Nicola Conforto, Mattia Coppola, Vincenzo D’Ambrosio, Matteo Maria D’Antò, Ciro Giacco, Eleonora Fardella, Mariano Nicodemo, Maurizio Oliviero
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Daniela Cernigliaro
musiche Pasquale Scialò
suono Hubert Westkemper
coreografie Luna Cenere
trucco Vincenzo Cucchiara
parrucchiera Sara Carbone
aiuto regia Luca Bargagna
direttrice di scena Teresa Cibelli
assistente alle scene Rosa Andreottola
assistente alle scene tirocinante “Accademia di Belle Arti di Napoli” Alessandra Avitabile
assistente ai costumi Nunzia Russo
assistente suono e fonico Italo Buonsenso
assistente al trucco Ludovica Pagano
assistenti alla messinscena Isabella Rizzitello e Niccolò Di Molfetta (allievi registi della Scuola del Teatro Nazionale di Napoli)
capomacchinista Enzo Palmieri
macchinista Nicola Grimaudo
datore luci Francesco Adinolfi
elettricista Diego Contegno
sarta Daniela Guida
foto di scena Lia Pasqualino
un ringraziamento a Agostino Cossia e Benedetta Perez
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

 



 

 

 


















© RIPRODUZIONE RISERVATA  

 

Post più popolari