IO, Don Chisciotte Storia quasi eterna di un cavaliere errante, drammaturgia di Anna Marchitelli, con Ettore Nigro

Alla Sala Ferrari dal 3 al 4 gennaio 2026

Servizio di Rita Felerico

Rientrata lo scorso anno nel circuito napoletano con una nuova gestione artistica, la storica Sala Ferrari, nata da un’idea di Salvatore Ferrari e Renato Carpentieri alla fine degli anni novanta, ritorna ad essere luogo di incontri ed emozioni dopo una lunga assenza. Il vecchio garage trasformato in attivo centro polifunzionale ospita pieces teatrali di particolare lettura, musica, cinema e tutti coloro che desiderano assistere a nuove proposte di spettacoli e laboratori e apprendere nuovi linguaggi espressivi.

È stato il luogo adatto per assistere ad IO, Don Chisciotte -Storia quasi eterna di un cavaliere errante, drammaturgia di Anna Marchitelli, interprete Ettore Nigro.  Ideato nel 2023 sulla scia di una mostra del Maestro Ciro Palumbo, ispirata al famoso testo di Miguel Cervantes, tenutasi presso la Fondazione Giorgio e Armanda Marchesani – Biennale di Venezia, il testo di Anna Marchitelli coglie a pieno il senso di un personaggio ormai nelle corde e nella fantastica immaginazione di ognuno. I mulini a vento, Sancho, Dulcinea, la follia dell’amore e della volontΓ  di mutare ‘i fatti e il destinΓ², il significato del coraggio e della libertΓ  di essere in questo mondo, oppresso dalla morte e dalle paure, sono i motivi che sostengono l’incondizionato amore di Don Chisciotte verso l’umanitΓ  tutta. “Mostrandosi dunque come un (moderno) cristo, processato e crocifisso per il suo amore per l’umanitΓ , piΓΉ realista e vitale di quanto si sia sempre pensato, si apre il varco per una riscrittura donchisciottesca” - scrive Anna Marchitelli.

Ed Ettore, immedesimatosi perfettamente in lui, si trucca, si veste, si sveste, chiacchiera con il pubblico, cercando di coinvolgerlo nella sua follia d’amore e di ricerca di senso. Il Cavaliere Errante non trova la sua via, prova a leggere, a fuggire sul suo destriero verso terre lontane, a girare intorno alle paure attraversando e volando su ideali ‘superiori’ – scrive Mario Autore, regista a autore delle musiche - Don Chisciotte non Γ¨ un pazzo, vuole dare l’esempio. Le scene sono firmate dall’autore della mostra, il Maestro Ciro Palumbo, e riempiono poeticamente il palcoscenico con i colori, le fascinazioni di un’arte colloquiale che invita a porci in discussione.

A conclusione propongo una riflessione di Massimo Cacciari che il filosofo ha espresso la sera dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici pochi mesi fa. Parlando di libertΓ  (che Γ¨ poi il fine della ricerca affannosa di Don Chisciotte) il filosofo afferma che Γ¨ difficile definirla, viverla, perchΓ© siamo condizionati nelle nostre azioni e quindi non liberi, perchΓ© non conosciamo le cause del nostro agire. Ma noi dobbiamo credere di essere liberi, la libertΓ  Γ¨ una fede necessaria e dobbiamo dimostrare di essere liberi producendo libertΓ , liberando chi non lo Γ¨, chi Γ¨ prigioniero, schiavo...liberando dalla miseria e dal bisogno...oggi siamo schiavi perchΓ© non riusciamo a liberare nessuno. Chi non crede di essere libero, tanto meno di avere il dovere di liberare, sarΓ  capace di torturare, tormentare, uccidere.

E non Γ¨ questo in cui crede l’indomito Don Chisciotte immaginato da Ciro, Anna, Ettore e Mario?

 

 

IO, Don Chisciotte
 
Storia quasi eterna di un cavaliere errante 

Drammaturgia di Anna Marchitelli

con Ettore Nigro

regia e musiche di Mario Autore

scene Ciro Palumbo

costumi Anna Zuccarini

Assistente alla regia Mariapaola Massari


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