MIGLIORE, scritto e diretto da Mattia Torre, con Valerio Mastandrea
Al Teatro Bellini di Napoli dal 13 al 18 gennaio 2026
Servizio di Rita Felerico
A quasi
venti anni dalla prima comparsa sulle scene, Migliore, il
monologo interpretato da Valerio Mastandrea, scritto dal suo mai dimenticato amico Mattia Torre, insieme
al quale nel tempo fino alla sua scomparsa ne ha discusso e limato il testo, non ha perso la sua carica drammaturgica, la sua vena tragica –
comica che rende il personaggio di Alfredo Beaumont empaticamente vicino alle
nostre sensibilità. Negli anni, nel
nostro quotidiano, il senso di umanità e dei buoni sentimenti di vita si sono diradati e ciò che accade nel mondo non incoraggia a
comportamenti eticamente responsabili, non solo relativamente a scelte di
ordine sociale e politico, ma anche rispetto a quelle che segnano la vita di
tutti i giorni. Si può affermare che il focus di Migliore è qui. Sembra
che oggi la carta vincente per poter far carriera, farsi rispettare nel proprio
ruolo, vivere dignitosamente, sia quella del cinismo, della prepotenza,
‘qualità’ capaci di celare le nostre attitudini vere, quelle che ci
appartengono, meno violente e più umanamente nostre.
L’ipocrisia
che domina le relazioni umane, che tenta di conciliare un ideale di vita con le
ragioni del profitto e della finanza, ragioni che alla fine predominano, rende
bugiardo ogni sentire. Vengono in mente le dure parole di un Pirandello, oppure ho ricordato la figura di una
novella del Boccaccio, quella di ser Ciappelletto, dove
l’inganno delle parole capovolge la realtà delle cose e dei fatti, Ciappelletto
da persona di grande dispregio si muta in ‘santo’, stando a dimostrare come
tutta la realtà cambia a seconda del modo in cui le cose vengono raccontate.
Trasformatosi
in affabulatore – qualità propria
degli artisti -
Valerio /Alfredo per un errato senso di
colpa diviene altra persona agli occhi del mondo, diviene un ‘tipo’ che con
presunzione sa quello che vuole, che si impone’ incutendo timore e per fare
questo decide di compiere atti violenti (come la soppressione del cane) e
pronunciare parole che dichiaratamente anche se feriscono ‘dicono la verità’,
ma che per questo smascheramento cinico vengono più apprezzate e tenute in
ascolto.
Un gioco
di luci tempestivo nel sottolineare il gioco e il senso delle parole, una
musica dai toni ben appropriati accompagnano l’interpretazione del protagonista, capace di sdoppiarsi attraverso il suono
delle parole in più personaggi, facendo sì che si possano immaginare come se
fossero lì, sul palco, con i loro vestiti e le loro espressioni, capace con
pochi gesti e movimenti di creare nelle sensibilità dello spettatore vari
livelli di attenzione e immedesimazione.
La
produzione di Migliore è di Nuovo
Teatro, diretto da Marco Balsamo, ma le rappresentazioni di questa tournée segneranno l’abbandono di Mastandrea del ruolo di Alfredo, da ‘affidare ad
altri’, dice, dello spettacolo curerà solo la
regia. Allora avere il piacere di
assistere a queste ultime messe in scena, significa apprezzare la capacità di Valerio di essere Alfredo, un Valerio che si avvale di maggiore maturità e raffinatezza conquistate
attraverso l’esperienza accumulata nelle tante tappe di conoscenza, quella del ripetersi della storia sul palco.
“Mattia
voleva raccontare la parabola ascendente di un uomo che, per la sua natura
sincera, leale e pura, era abituato a perdere. E credo volesse sottolineare
come oggi per occupare un posto da "dirigente" nel mondo ti venga
chiesto di rinunciare a quello che sei. L'unico aspetto che non è cambiato, in
questi venti anni, è il tema violentissimo del testo”, dichiara l’attore in una intervista, rendendo il senso e il
valore della parola drammaturgica che rispecchia così ancora di più i nostri
tempi.
Diretto nel cinema da registi come
Bellocchio, Virzì, Genovesi e dopo il successo di C’è ancora domani della
Cortellesi, l’attore romano non delude il pubblico del teatro Bellini,
affollatissimo fino al loggione, che regala all’attore applausi meritati e
prolungati. Come quelli degli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di
Napoli, che lo hanno visto partecipare ad una tavola rotonda sul cinema di
Claudio Caligari, suo mentore, e del quale ha coprodotto il suo ultimo film:
Non essere cattivo.
Il finale in questa messa in scena muta, come
afferma Mastandrea: si inseriscono oggetti calati dall’alto, gesti semplici ma
intensi nella loro espressività che irrompono con delicato movimento. È un
omaggio all’amico Torre, per ricordare che la genialità della parola di coloro
che hanno amato il teatro per troppo poco tempo per destino avverso, se
possiede forza rimane e si tramanda.
Migliore scritto e diretto da Mattia Torre con Valerio
Mastandrea
musiche
originali di Luciano Taviani
luci di Luca
Barbati
produzione
Nuovo Teatro diretta Marco Balsamo
ph Arianna Fraccon
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