I POETI NON CADONO IN PIEDI. L’AMARO CASO DEL TEATRANTE SCALDATI SECONDO FRANCO MARESCO drammaturgia e regia Franco Maresco e Claudia Uzzo a partire da alcuni testi di Franco Scaldati

Al Teatro Mercadante dal 13 al 15 febbraio 2026

Servizio di Rita Felerico

Franco Maresco dialoga con il pubblico, con gli attori in scena - Umberto CantoneAurora FalconeMelino Imparato, Ernesto Tomasini – e idealmente con il suo grande amico Franco Scaldati scomparso da quasi tredici anni. Poeta, drammaturgo, regista e soprattutto ricercatore e studioso delle tradizioni, della cultura popolare e della lingua dialettale. La similitudine con Enzo Moscato è stata più volte richiamata da Maresco e il parallelismo fra i due grandi interpreti, intellettuali protagonisti e impegnati per dare vita e vitalità ad una lettura dei territori e della loro rigenerazione è senza ombra di dubbio evidente. La differenza è forse sul riconoscimento del loro spessore nel panorama culturale: Palermo in questo è stata verso Franco Scaldati più avara e indifferente rispetto a Napoli verso Moscato.

Scorrono le immagini del funerale di Scaldati, delle dichiarazioni del sindaco, degli assessori che si impegnano a rinsaldare la memoria del suo ‘lavoro’ in quella Palermo che il poeta ha vissuto nelle sue più intime corporeità. Negli ultimi anni della sua vita, a Scaldati è stato negato un luogo, uno spazio teatrale per lavorare e organizzare prove, incontri. ‘Lavorava’ nella sua piccola abitazione, in uno dei quartieri più abbandonati di Palermo: Albergheria.

E lo vediamo il quartiere, vediamo la Palermo del 1943, il gioco solitario di una bambina fra le ‘rovine’ delle abitazioni abbandonate della periferia, il dialogo scurrile fra due barboni, nelle immagini che fanno da sfondo sul palcoscenico ai brani di teatro di Scaldati tradotti dal siciliano e messi in scena dai bravi attori. E proprio dai dialoghi delle pieces teatrali si scopre lo sperimentalismo di una lingua, quella della drammaturgia di Scaldati, proposta che innova la ricerca del linguaggio del teatro nella tradizione e nella contemporaneità.

Nel panorama storico e sociale di greve oscurantismo che viviamo, la poesia, la sua potenza di parola, la dignità di figure come Scaldati capaci di resistere e non scendere a biechi compromessi, devono essere conosciute e divulgate per la loro risonanza etica e sociale. I poeti, le sensibilità come Scaldati non cadono in piedi per questi motivi, perché guardano la poesia specificando la funzione che potremmo definire sociale della sua parola, al suo ruolo trasparentemente “comunicativo”, al legame forte che esiste in poesia fra il sé e l’altro da sé, una ricerca innestata all’interno di una tradizione che forma il poeta e lo rende figlio di un passato e abitatore di un futuro che si presuppone migliore.

Uno spettacolo che pur nell’impronta didascalica si sgancia con stile da una ‘lectio’, trasformandosi in un confidenziale dialogo punteggiato da emozionali pagine di teatro.  E poi, quanto a noi vicina è la Sicilia !!!!!


I POETI NON CADONO IN PIEDI.
L’AMARO CASO DEL TEATRANTE SCALDATI SECONDO FRANCO MARESCO drammaturgia e regia Franco Maresco Claudia Uzzo
a partire da alcuni testi di Franco Scaldati regista collaboratore e consulenza ai testi Umberto Cantone
con Umberto CantoneAurora FalconeMelino ImparatoFranco Maresco, Ernesto Tomasini
scene Nicola Sferruzza Cesare Inzerillo
musiche Salvatore Bonafede
video Francesco Guttuso per Lumpen Film
assistente alla regia Gabriele Ramirez
direttore di scena Flavia Francioso
disegno luci Carmine Pierri
tecnico video Pietro Di Francesco
fonico Alessandro Innaro
sarta Daniela Guida
foto di scena Ivan Nocera

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

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