SHERLOCK HOLMES – IL MUSICAL ispirato al romanzo di Arthur Conan Doyle, scritto da Andrea Cecchi, Alessio Fusi, Enrico Solito, regia di Andrea Cecchi
Al teatro Politeama Pratese, via G. Garibaldi 33/35 Prato, sabato 25/01/2025 ore 21 con replica domenica 26/01/2025 ore 16
Servizio di Silvia Tondelli
Secondo
appuntamento con il musical al Teatro Politeama Pratese per la Stagione
2024/2025: nell’ultimo fine settimana di gennaio è andato in scena Sherlock Holmes, con la regia di Andrea
Cecchi, il cui testo è ispirato ai romanzi di Arthur Conan Doyle e scritto da
Andrea Cecchi, Alessio Fusi, Enrico Solito, con la supervisione e approvazione
dell’Associazione Sherlockiana Italiana “Uno Studio in Holmes Aps”, di cui lo
stesso Enrico Solito è membro. Il
musical è alla prima stagione di rappresentazioni, ed ha chiuso la tournée proprio sul palco del Politeama, con un tutto
esaurito in entrambi gli spettacoli. Il
sipario si apre mostrando il Dr. Watson alla scrivania, intento a scrivere a macchina
per testimoniare quello che è accaduto nel 1897 a Londra nei giorni
immediatamente precedenti alle celebrazioni per il 60° anno di regno della
Regina Vittoria, e che all’epoca non aveva potuto narrare per vincolo di
segretezza.
Da qui, grazie
anche alle divertenti coreografie di Roberto Colombo e Caterina Pini, ai realistici
costumi di Alba Brunelli e Vanessa Rugi, e alle luci di Emanuele Agliati, con
le sapienti scenografie di Gabriele Moreschi, lo spettatore viene trasportato ora
nella Londra vittoriana, con i suoi bassifondi grigi, fumosi e violenti, ora
nella stanza al 221B di Baker Street, ora nel Diogenes Club del fratello di
Sherlock, ora sulle diverse scene dell’azione, sull’iconico sfondo del Big Ben
e della House of Parliament, in una riuscita alternanza di dialoghi e scene
musicali corali. Il 17
giugno 1897 Londra è scossa dall’ennesimo omicidio, la cui soluzione sembra
ovvia all’Ispettore di Scotland Yard G. Lestrade, dato l’esplicito biglietto rinvenuto
nelle tasche del cadavere. In realtà la vittima era un informatore di Westminster
che, temendo di non poter rivelare dove e quando sarà realizzato un attentato
alla Regina Vittoria, lascia una serie di ingegnosi indizi che chiamano in
causa proprio Sherlock Holmes.
E
Sherlock, da tempo annoiato e apatico perché dopo la morte del suo acerrimo nemico,
il Professor Moriarty, nessun criminale riesce più a destare il suo interesse, stavolta
non si lascia sfuggire l’occasione: ingaggiato dal fratello Mycroft Holmes,
funzionario del ministero, e dall’addetto alla sicurezza della Regina Vittoria Robert Scott, e accompagnato dal fidato
assistente Dr. Watson, si lancia nelle indagini arrivando a risolvere
brillantemente il caso, e sventando l’attentato durante i festeggiamenti per il
Giubileo di Diamante, appena prima dell’arrivo della Sovrana.
È Neri Marcorè a vestire i panni del
protagonista, un ruolo che gli è pienamente congeniale: la sua flemma, i modi
misurati, la battuta sagace, quell’aria disinvoltamente sorniona e un po’ snob,
sono perfetti per lo Sherlock Holmes in versione teatrale, restituendo al
pubblico un personaggio non caratterizzato all’eccesso, ma efficace, credibile
e godibilissimo. Ed è un personaggio ben sfaccettato, passando dall’iniziale
stato quasi catatonico e depresso, dal quale neppure i ripetuti inviti del suo
assistente e della premurosa padrona di casa, la Signora Hudson, riescono a
scrollarlo, all’euforia delle indagini che, in una crescente sfida contro il
tempo, con intuizioni brillanti e colpi di scena, porteranno alla luce uno
Sherlock esente da pregiudizi sociali e legato all’umanità invisibile dei
bassifondi che stima e sostiene, ricorrendo al bisogno ai loro occhi e
orecchie: “voi siete gli irregolari”;
consapevole, oltre che del proprio valore: “io
sono un cervello Watson, tutto il resto è un’appendice”, anche di quello del fidato Dr. Watson: “niente di quello che ho fatto l’ho fatto da
solo, dal primo momento in cui l’ho incontrata”
Il Dottor
John H. Watson, interpretato da Paolo
Giangrasso, non è solo la storica spalla dell’investigatore, ma una figura
completa che, nello svolgimento dei fatti, oltre a ripercorrere il proprio
vissuto, la grande stima e il legame con Sherlock, evidenziandone anche gli
aspetti affettivi, trova spazio per innamorarsi e costruire un rapporto
amoroso, anch’esso non esente da colpi di scena.
E’ Molly
O’Neill, che si è rivolta a Sherlock Holmes per far scagionare il fratello, a
far battere il cuore del suo assistente; Francesca
Ciavaglia si distingue soprattutto nelle parti cantate, mentre sulla scena
restituisce un personaggio equilibrato e misurato.
Da
menzionare le divertenti figure della Signora Hudson e dell’Ispettore G.
Lestrade: interpretati rispettivamente da Barbara
Corradini e Giuseppe Verzicco,
sulla scena risultano i due personaggi più definiti e brillanti, sia nel canto
che nelle parti recitate. Divertentissimo il loro duetto nello studio di Baker
Street, in cui un vanaglorioso e borioso Ispettore si burla di Sherlock Holmes,
venendo messo alla porta dalla Signora Hudson per aver proferito la frase “elementare Watson!”, “così banale e sciocca” che il geniale
investigatore non avrebbe mai potuto pronunciarla. Altro
personaggio divertente, seppur secondario, quello interpretato da Riccardo Giannini: il caricaturale Pastore
della Chiesa di Saint Mary-Le-Bow che, a differenza del geniale investigatore,
disdegna i poveri e la carità, preferendo ad essi “i poveri di spirito”.
Infine,
l’ensemble, attori che in vesti diverse, carcerati, londoneers intenti a
festeggiare la Regina, popolo dei bassifondi, esercito di irregolari pronto ad
aiutare Holmes, intervallano le scene recitate cantando le liriche di Alessio
Fusi sulle originali musiche di Andrea Sardi, e ballando sulle coreografie di Roberto
Colombo e Caterina Pini.
Ne è
scaturito un musical (o commedia musicale) armonioso e ben fatto, godibile,
divertente, grazie ad un cast di oltre 20 attori talentuosi e affiatati sotto
la regia di Andrea Cecchi, che per due ore ha saputo intrattenere e divertire
il pubblico, ricevendo meritatissimi applausi.
Un testo ben
in linea con lo spirito della Stagione 2024/25 del Politeama Pratese, classico
nel soggetto e nelle ambientazioni, contemporaneo nel suo concepimento, e di
grande attualità nell’enfatizzare la necessità, oggi più che mai, di
riconoscere il valore dei rapporti umani, e di ragionare per andare oltre alle
apparenze: perché, citando Holmes-Marcorè: “la
gente non si meraviglia se il cuore batte, ma si meraviglia se il cervello
pensa”.
SHERLOCK
HOLMES – IL MUSICAL ispirato al romanzo di Arthur Conan Doyle, scritto da Andrea Cecchi, Alessio Fusi, Enrico Solito
con Neri Marcorè
regia: Andrea Cecchi
musiche: Andrea Sardi
liriche: Alessio Fusi
coreografie: Roberto Colombo e Caterina Pini
acting coach: Simone Marzola
scenografie: Gabriele Moreschi
costumi: Alba Brunelli e Vanessa Rugi
disegno luci: Emanuele Agliati
disegno audio: Alessandro Abignente
CAST:
Neri Marcorè: Sherlock Holmes
Paolo Giangrasso: Dottor John H. Watson
Francesca Ciavaglia: Molly O’Neill
Giuseppe Verzicco: Ispettore G. Lestrade
Barbara Corradini: Signora Hudson
Niccolò Curradi: Mycroft Holmes
Simone Marzola: Michael Osborne
Mattia Braghero: Robert Scott
Riccardo Giannini: Pastore della Chiesa di Saint
Mary-Le-Bow
Lapo Braschi Cover di: Robert Scott / Pastore /
Agente / Michael Osborne
Ensemble composta da:
Matilde Ardemagni, Miryam Belfiore,
Francesco Boschiazzo, Pamela Giannini, Antonio Lanza, Elisa Lombardi, Leonardo
Pesucci, Stefano Scognamiglio, Carolina Sisto, Antonio Sorrentino, Sara Spagna,
Adriano Voltini
produzione Ad Astra Entertainment, Compagnia
delle Formiche e Artisti Riuniti s.r.l.
Il testo è stato supervisionato e
approvato dall’Associazione
Sherlockiana Italiana “Uno Studio in Holmes Aps”
Foto di Silvia Tondelli
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