Le Stravaganti Dis-avventure di Kim Sparrow, con Paola Minaccioni, regia di Cristina Spina
Al Teatro Politeama Pratese - Via G. Garibaldi 33/35, PRATO – il 7 alle ore 21 e l’8 alle ore 16 Marzo 2026.
Servizio di Cinzia Capristo
Al
Politeama di Prato è andata in scena una commedia della scrittrice e regista
teatrale Julia May Jonas e portata in prima mondiale a Spoleto da Paola
Minaccione. Julia May Jonas ha insegnato teatro allo Skidmore College e alla New
York University, e vive a Brooklyn pertanto porta in scena una New York che non
è quella della Big Apple, simbolo di grande opportunità e successo, ma
piuttosto il palcoscenico delle opportunità mancate. La
storia si snoda in un atelier dove i vestiti rappresentano un’opportunità per tre
donne alle prese col riscatto di una vita di delusioni e fallimenti. Tre donne,
tre solitudini e la difficoltà di invecchiare. La scrittura di Julia May Jonas si
staglia come segno distintivo fondendo esperienze e visioni di un mondo che le
appartiene con un registro linguistico personale che va dalla disperazione alla
spensieratezza fino a sfociare nel drammatico. I dialoghi serrati e le
dinamiche che si sviluppano costituiscono un’osservazione attenta della
complessa realtà sociale che vive l’autrice, rivelando la complessità di
relazioni interpersonali e aspirazioni a cui tendono i personaggi di questa
pièce: ritagliarsi un posto nel mondo in una New York che non lascia spazio ai
sognatori. Il tempo delle occasioni perse dà il coraggio a tre donne di ideare
un piano per invertire la rotta del destino, rubare vestiti di alta moda ad una
ricca signora per poi rivenderli e investire in una attività commerciale per
rilanciare la loro vita imprenditoriale.
Kim, interpretata
da una poliedrica Paola Minaccioni, lavora in un negozio vintage ed è ossessionata
dalla paura di invecchiare, il tempo passa e passano anche le opportunità e le
occasioni per dare una svolta alla propria vita. Kim intravede nelle qualità di
Tussie, interpretata da Valentina Spaletta Tavella, aspirante fashion designer
ventenne, la sua opportunità e decide di mettere in atto con lei un piano
illegale che si complica quando Blatta, interpretata da Monica Nappo, sua vecchia
amica e ladra di professione, si inserisce prepotentemente nel progetto. Un
colpo pianificato nei dettagli, ma che in una spirale di rivalità e tradimenti fa
virare la pièce in una disillusa umanità fatta di una corsa al riscatto in una
metropoli, New York, dove difficile è sopravvivere alle disuguaglianze sociali.
Tre donne, tre persone tagliate fuori dal rilievo sociale, dalla ricchezza, dal
successo che ricorrono a espedienti illegali per poter avere un’opportunità. Una
commedia amara, fatta di violenza inaspettata e un duro confronto spietato tra
tre persone che gridano ingiustizia sociale in una società classista. La verità
emerge solo al termine di un lungo dialogo dove si evince che le tre donne
hanno perso il controllo della situazione, le alleanze cedono il posto alle incomprensioni
e l’amicizia vacilla fino a sfociare in tragedia dove una illusa, visionaria,
utopica e ingenua Kim perde la vita.
Il vintage diventa metafora di
vita: un vestito acquista valore con il tempo, una donna invece teme di non
aver valore con lo scorrere inesorabile del tempo, perché le opportunità si
assottigliano nel rincorrere una giovinezza che sfugge. Come dice la regista
Cristina Spina è: “una pièce provocatoria” che punta sulla differenza di classe,
sui tentativi di sopraffare e rendere inoffensivo l’avversario, le parole
diventano armi; i legami sociali vengono spezzati, il diritto del più forte,
del più astuto, prevale perché occorre sopravvivere, ciò che conta è arrivare
in un sistema di valori che ci vuole sempre giovani e competitivi in un disperato
tentativo di rivalsa. La vita è un gioco duro per gente dura, questo il
messaggio che Blatta alla fine della pièce veicola nei confronti di una ingenua
Kim. In un mondo individualista ognuno pensa solo a se stesso, le coalizioni
sono fini per eliminare chi ostacola il cammino, una battaglia all’ultimo
sangue dove si cospira ai danni della fiducia riposta in persone che si
credevano amiche. La regia di Cristina Spina esplora con dovizia di particolari
il testo di Julia May Jonas, tuttavia nella prima parte, pur con le battute
esilaranti di una bravissima Paola Minaccione, manca di ritmo che invece si
riscontra nella seconda parte della pièce. Il trio di donne che hanno dato vita
a questa kermesse Paola Minaccione, Valentina Spaletta Tavella e Monica Nappo
sono state brave a dare corpo e voce ai personaggi interpretati, riuscendo a
fare emergere tutte le contraddizioni di uno scenario urbano e suburbano sempre
pieno di sorprese e ambivalenze. Il pubblico ha gradito lo spettacolo rendendo
omaggio con lunghi applausi.
LE STRAVAGANTI DIS-AVVENTURE
DI KIM SPARROW di Julia May Jonas
traduzione di: Marta
Salaroli
con Paola Minaccioni
e Monica Nappo, Valentina
Spaletta Tavella
Regia di: Cristina Spina
Aiuto regia di: Elvira
Berarducci
Scena di: Marco Rossi e
Francesca Sgariboldi
Costumi di: Alessandro Lai
Luci di: Luigi Biondi
Musiche originali di: Rossano
Baldini
Coproduzione Gli Ipocriti Melina
Balsamo e TSV – Teatro Stabile del Veneto
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