A Penelope che prende la valigia, con Nancy Brilli, regia di Francesco Niccolini
Al Teatro Politeama Pratese - Via G. Garibaldi 33/35, PRATO – il 24 alle ore 21 Marzo 2026.
Servizio di Cinzia Capristo
Una
narrazione che non si limita a indicare strade da percorrere più o meno impervie,
ma ci fa viaggiare con Penelope per sognare contesti lontani, vivere nuove
esperienze. Attraverso le parole navigare per mari sconfinati e capire ciò che
contraddistingue luoghi, persone, culture al di là del tempo e dello spazio. Da
sempre l’uomo è affascinato dal viaggio, perché è sinonimo di scoperta,
arricchimento, valorizzazione, così come l’arte di raccontare il viaggio.
Un
viaggio, questo della kermesse, attraverso le 21 parole del testo per
traghettare giovani generazioni di donne nel mondo degli adulti. Parole come coraggio,
libertà, speranza, consapevolezza, parità, sbaglio, orgoglio, rispetto,
allegria, immaginazione, generosità e tante altre che in questa kermesse non
sono state evidenziate per dare valore al loro senso effettivo, diretto, ma sempre
in bilico tra l’immagine e il concetto, particelle guidate da forze magnetiche
di attrazione e repulsione.
La
lettura scenica affidata a Nancy Brilli e alla sua voce intensa e sensuale ha
dato potenza eloquente alle parole gravitando come nel testo sull’asserzione
inconfutabile di un assioma: “ci vuole coraggio ad intraprendere un viaggio”.
Si racconta il mondo delle donne della loro grinta si dà voce a chi donna lo è
stata in altre epoche storiche, un mondo femminile che ha subito e subisce condizionamenti
ancora oggi.
Aspettando il tempo che passa una donna adulta trasmette passioni, immagina nuovi scenari, tramanda regole per far riflettere su altri ipotetici modi di vita e di linguaggio, perché il linguaggio muta, ma le parole restano come pietre miliari che scandiscono la distanza, ma non il loro valore intrinseco, ed ecco che una madre accoglie una figlia “welcome: questo è il tuo mondo”, questa è la tua possibilità. Un racconto epistolare che ha fatto emergere quella pietas romana che spinge una madre al dovere morale e civico di lasciare qualcosa di tangibile nella vita di una figlia, ti do gli strumenti per poter camminare, ti lascio lo strumento linguistico: le parole, il contesto sociale per far affiorare talento e capacità comunicative. D’ora in poi toccherà a Penelope e a tutte le Penelope che l’accompagneranno nel lungo viaggio della vita, con i loro sogni, le loro paure e loro speranze poter continuare un cammino che pur guardando al passato, si proietti al futuro.
Il messaggio della Manetti è corale e l’interpretazione della Brilli lo fa emergere nella semplicità del linguaggio e nella forza dei valori morali ad imperitura memoria sanciti in questo testo. Tuttavia, la Brilli in questa pièce diventa figura secondaria, riconoscibile, ma priva di attorialità, lontana dall’immagine e dalla presenza scenica che l’ha sempre contraddistinta. Forse questo reading deve ancora trovare una sua dimensione teatrale, che porti alla luce il testo, ma non adombri chi le dà voce. Il pubblico ha tributato all’artista Brilli applausi e riconoscimenti.
A Penelope che prende la valigia dall’omonimo testo di Cristina Manetti
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