A Penelope che prende la valigia, con Nancy Brilli, regia di Francesco Niccolini

Al Teatro Politeama Pratese - Via G. Garibaldi 33/35, PRATO – il 24 alle ore 21 Marzo 2026.

Servizio di Cinzia Capristo

Al Politeama di Prato è andato in scena un monologo tratto dall’omonimo testo della scrittrice e giornalista Cristina Manetti “A Penelope che prende la valigia”. Sul palco a dare corpo e anima alle parole della Manetti una Nancy Brilli inusuale che da subito ha avallato il progetto di portare a teatro questo libro e ad evidenziarne il significato recondito. Sulle note seducenti e potenti come le parole il sassofono di Dimitri Espinoza Grenchi dà inizio alla performance della Brilli. Una musica languida e graffiante quella di Dimitri come la voce della Brilli che risuona nel teatro e ci introduce nel testo della Manetti adattato da Francesco Niccolini

Lo sfondo nero illuminato da coni di luce rischiara il volto del duo artistico introducendoci in una dimensione semplice, ma frutto di esperienza vissuta e di legami reali di normalità. Brilli vestita di nero sembra volersi annullare affinché le parole risuonino nell’etere come quint’essenza dei quattro elementi fondamentali della natura per condurre il viaggio alla scoperta dei tanti personaggi citati, donne, ma anche uomini che hanno lasciato un segno tangibile a livello globale da Rosalind Franklin, Olympe de Gouges, Audrey Hepburn, Alda Merini, Aretha Franklin, Lisistrata, Irene Grandi, Lewis Carroll, Eleanor Roosvelt, Greta Thunberg, John Doone, Marilyn Monroe, Ella Fitzgerard, Liliana Segre, Frida Kahlo.

Una narrazione che non si limita a indicare strade da percorrere più o meno impervie, ma ci fa viaggiare con Penelope per sognare contesti lontani, vivere nuove esperienze. Attraverso le parole navigare per mari sconfinati e capire ciò che contraddistingue luoghi, persone, culture al di là del tempo e dello spazio. Da sempre l’uomo è affascinato dal viaggio, perché è sinonimo di scoperta, arricchimento, valorizzazione, così come l’arte di raccontare il viaggio.

La Brilli ci restituisce il testo della Manetti come un ritratto di viaggiatori in cammino senza rinunciare a una narrazione avvincente, ricca non solo di descrizioni, ma anche di emozioni e sensazioni, esperienze e vicende appassionanti, dai poemi antichi ai grandi classici passando ai contenuti contemporanei, per fruitori incuriositi e desiderosi di lasciarsi trasportare, anche solo per un momento dal fascino di vite e di storie altrui.

Un viaggio, questo della kermesse, attraverso le 21 parole del testo per traghettare giovani generazioni di donne nel mondo degli adulti. Parole come coraggio, libertà, speranza, consapevolezza, parità, sbaglio, orgoglio, rispetto, allegria, immaginazione, generosità e tante altre che in questa kermesse non sono state evidenziate per dare valore al loro senso effettivo, diretto, ma sempre in bilico tra l’immagine e il concetto, particelle guidate da forze magnetiche di attrazione e repulsione.

La lettura scenica affidata a Nancy Brilli e alla sua voce intensa e sensuale ha dato potenza eloquente alle parole gravitando come nel testo sull’asserzione inconfutabile di un assioma: “ci vuole coraggio ad intraprendere un viaggio”. Si racconta il mondo delle donne della loro grinta si dà voce a chi donna lo è stata in altre epoche storiche, un mondo femminile che ha subito e subisce condizionamenti ancora oggi.

Aspettando il tempo che passa una donna adulta trasmette passioni, immagina nuovi scenari, tramanda regole per far riflettere su altri ipotetici modi di vita e di linguaggio, perché il linguaggio muta, ma le parole restano come pietre miliari che scandiscono la distanza, ma non il loro valore intrinseco, ed ecco che una madre accoglie una figlia “welcome: questo è il tuo mondo”, questa è la tua possibilità. Un racconto epistolare che ha fatto emergere quella pietas romana che spinge una madre al dovere morale e civico di lasciare qualcosa di tangibile nella vita di una figlia, ti do gli strumenti per poter camminare, ti lascio lo strumento linguistico: le parole, il contesto sociale per far affiorare talento e capacità comunicative. D’ora in poi toccherà a Penelope e a tutte le Penelope che l’accompagneranno nel lungo viaggio della vita, con i loro sogni, le loro paure e loro speranze poter continuare un cammino che pur guardando al passato, si proietti al futuro.

Il messaggio della Manetti è corale e l’interpretazione della Brilli lo fa emergere nella semplicità del linguaggio e nella forza dei valori morali ad imperitura memoria sanciti in questo testo. Tuttavia, la Brilli in questa pièce diventa figura secondaria, riconoscibile, ma priva di attorialità, lontana dall’immagine e dalla presenza scenica che l’ha sempre contraddistinta. Forse questo reading deve ancora trovare una sua dimensione teatrale, che porti alla luce il testo, ma non adombri chi le dà voce. Il pubblico ha tributato all’artista Brilli applausi e riconoscimenti.

 

A Penelope che prende la valigia dall’omonimo testo di Cristina Manetti

adattamento del testo di: Francesco Niccolini
regia di Francesco Niccolini
con Nancy Brilli
musica dal vivo di Dimitri Espinoza Grenchi
produzione di Mismaonda

 

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