Un omaggio a Enzo Moscato alla Biennale Teatro 2026: la Scuola del Teatro Nazionale di Napoli in scena, il 12 giugno, con lo spettacolo in prima mondiale Quindici ragazzə con qualche esperienza tratto da Festa al celeste e nubile santuario e Ragazze sole con qualche esperienza di Enzo Moscato, drammaturgia e regia di Arturo Cirillo
La Scuola per attori e registi del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, diretta da Arturo Cirillo, torna alla Biennale Teatro di Venezia con una prima mondiale che celebra una delle voci più intense della drammaturgia contemporanea.
Il prossimo 12 giugno 2026 sarà presentato lo spettacolo Quindici
ragazzə con qualche esperienza, tratto da Festa al celeste e nubile
santuario e Ragazze sole con qualche esperienza di Enzo Moscato, con
drammaturgia e regia di Arturo Cirillo.
Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Arsenale – Sala d’Armi di Venezia, nell’ambito
del 54. Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia,
diretto da Willem Dafoe.
Accanto alla regia di Cirillo, regista assistente Roberto Capasso, con
la collaborazione artistica di Annalisa D’Amato.
In scena, gli allievi del secondo anno (triennio 2024–2027) della
Scuola del Teatro Nazionale di Napoli – Giulia
Alfano, Pietro Carfì, Carla D’Avino, Francesco De Fusco,
Marco Filosa, Nicole Ester Focacci, Emma La Marca, Fiamma
Leonetti, Sara Marzullo, Anna Pimpinelli, Gabriele
Romagnoli, Gerardo Sirico, Lorenzo Vacalebre – insieme
agli allievi registi dello stesso corso – Niccolò Di Molfetta e
Isabella Rizzitello –protagonisti di un progetto che coniuga formazione e
creazione artistica in un contesto internazionale.
Un omaggio a Enzo Moscato
A due anni dalla scomparsa di Enzo Moscato, Arturo Cirillo rende omaggio al
grande autore napoletano affidando ai giovani artisti della Scuola del Teatro
di Napoli – Teatro Nazionale un percorso creativo su due testi tra i più
emblematici della sua produzione.
Insieme ad Annibale Ruccello e
Manlio Santanelli, Moscato è stato un importante esponente della nuova
drammaturgia napoletana sviluppatasi negli anni Ottanta. Nel corso di oltre
quattro decenni, ha combinato la tradizione drammaturgica napoletana con pensatori
del Novecento come Artaud, Genet, Lacan, Pasolini. La sua scrittura, un
musicale e agile impasto di dialetto napoletano, italiano, francese, spagnolo,
inglese, tedesco, greco, latino, ha saputo diventare materia e scena,
esplorando in profondità l’animo umano e la fragilità concreta e metaforica
della città di Napoli.
Lo spettacolo è inserito nel programma del 54. Festival Internazionale
del Teatro della Biennale di Venezia, presentato (il 23 marzo 2026) presso
la sede della Biennale di Venezia, confermando il ruolo della Scuola del Teatro
Nazionale di Napoli come fucina di nuovi talenti e luogo di dialogo tra
tradizione e contemporaneità.
NOTE DI REGIA
di Arturo
Cirillo
La Scuola del Teatro Nazionale
di Napoli ritorna alla Biennale di Venezia con un lavoro degli allievi del
secondo anno su due testi della prima fase dell’opera di Enzo Moscato: Festa
al celeste e nubile santuario del 1983 e Ragazze sole con qualche
esperienza del 1985. Moscato aveva intorno ai trentacinque anni e, in pieni
anni ottanta, si praticava, con grande successo e sostegno critico, un teatro
non di parola e dove il testo non era il centro dell’operazione. Moscato,
come anche il suo amico Annibale Ruccello, proponeva invece, e in
controtendenza, un teatro decisamente di parola. Nel caso di Moscato una parola
onomatopeica, napoletana ma non solo, concreta ed astratta, realistica e
poetica, che si rifaceva alla tradizione ma vi immetteva una corporalità, direi
una sensualità, ondivaga e a suo modo di rottura e provocatoria. Poi la sua
scrittura è divenuta sempre più onirica e anti teatrale. Per lavorare con dei
giovani allievi di teatro ho pensato che fosse meglio farlo su dei testi che
conservassero ancora una qualche canonicità. Certo in Moscato la trama è esile,
la musicalità del testo detta il ritmo, la coralità è frequente. Da questo è
nata l’idea, proprio in fase di prova, di non dare dei doppi o tripli ruoli, ma
di rendere i personaggi dei due testi scelti attraverso una coralità. Vari
allievi e allieve sono raggruppati insieme su un unico personaggio, questo per
permettere anche un lavoro d’ascolto e di intonazione tra di loro, a
prescindere da chi è napoletano e chi non lo è. Un accordarsi di voci e corpi,
per un corale, a volte disarmonico o spezzato. I nostri allievi hanno così
sperimentato un lavoro sul testo meno psicologico e individuale, fuori dall’io
e più nel noi.
Il lavoro che vi presentiamo va
accolto, ascoltato e guardato stando dentro e fuori dal senso, per trascendere
e divertirsi, andando altrove, dove non sempre si sa. Ma anche qui sta il
bello: la formazione come viaggio nello sconosciuto, per conoscere sé stessi e
chi ci sta attorno, per fare un teatro insieme.
54. Festival Internazionale del Teatro della
Biennale di Venezia
12 giugno 2026
Teatro Arsenale – Sala d’Armi di Venezia
Scuola del Teatro Nazionale di Napoli
diretta da Arturo Cirillo
Prima mondiale
Quindici
ragazzə con qualche esperienza
da
“Festa al celeste e nubile santuario” e “Ragazze sole con qualche esperienza”
di Enzo Moscato
drammaturgia
e regia Arturo Cirillo
regista
assistente Roberto Capasso
collaborazione artistica Annalisa D’Amato
assistenti
alla regia Niccolò Di Molfetta, Isabella Rizzitello (allievi
registi del secondo anno Triennio 24 - 27 della scuola Teatro di Napoli –
Teatro Nazionale)
con Giulia Alfano, Pietro Carfì, Carla D’Avino, Francesco
De Fusco, Marco Filosa, Nicole Ester Focacci, Emma
La Marca, Fiamma Leonetti, Sara Marzullo, Anna
Pimpinelli, Gabriele Romagnoli, Gerardo Sirico, Lorenzo
Vacalebre (allievi attori del secondo anno Triennio 24 – 27 della
scuola Teatro di Napoli – Teatro Nazionale)



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