Il Male Oscuro, con Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta, regia di Giuseppe Dipasquale

Al Teatro Politeama Pratese - Via G. Garibaldi 33/35, PRATO – il 28 alle ore 21 e il 29 alle ore 16 Marzo 2026.

Servizio di Cinzia Capristo

Al Politeama di Prato è andato in scena l’adattamento teatrale del libro “Il male oscuro” dello scrittore veneto Giuseppe Berto del 1964, che col suo stile personale e originale ottenne all’epoca grande successo vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello; tuttavia, nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento non emerge in pieno la grandezza di quest’opera né la figura dell’autore. Il testo fu riscoperto, in seguito, dal regista Mario Monicelli nel 1990 che ne trasse un film pluripremiato, affidando il ruolo del protagonista a Giancarlo Giannini.

Il male oscuro” incarna la peculiarità “del cancro dell’anima” fatta di anedonia e di sentimenti negativi, fino a sfociare nella somatizzazione in malessere fisico. Con un linguaggio semplice, ma articolato nello stesso tempo Berto ci conduce nei meandri della mente offuscata, uno stile narrativo che egli battezzò “stile psicoanalitico”; si narra la vicenda autobiografica di uno scrittore in crisi segnato dai sensi di colpa per la morte del padre. Egli caduto nel vortice della depressione analizza il suo malessere profondo sviscerandolo. In lui si racchiude tutta la devastante crisi esistenziale di un uomo che combatte i suoi fantasmi.

Bepi, l’ “Io” narrante del romanzo altro non è che Berto stesso, interpretato in questa pièce da un magnifico ed eccelso Alessio Vassallo. Bepi è uno scrittore che non riesce a gestire la propria vita, incapace di dominare gli eventi e superare i traumi infantili. In un momento di lucidità constatando l’impossibilità di dare un senso alla propria esistenza con percorsi razionali decide di affidarsi ad uno psicanalista, interpretato da un poliedrico e bravissimo Ninni Bruschetta, per comprendere le ragioni profonde del suo malessere e cercare di dipanare la sua esistenza fatta di avvicendarsi di donne e di relazioni familiari difficili.

Un cammino e una narrazione dove non manca l’ironia e il dramma, una rilettura questo adattamento scenico curato e diretto dal regista Giuseppe Dipasquale ad ampio spettro, restituendo al teatro quel senso profondo che va oltre il semplice intrattenimento. Questo spettacolo, anche grazie alla straordinaria bravura degli attori protagonisti, è un capolavoro di drammaturgia, che intreccia narrazione del testo, presentazione accurata dei personaggi e una sceneggiatura meticolosa e dettagliata. Le Scene di Antonio Fiorentino sono semplici e accurate, tende trasparenti delineano confini immaginari ove appaiono, come dei flashback, i personaggi del vissuto di Berto: il padre, la madre, le sorelle, le donne amate, ma le tende rappresentano anche gli strati della mente e le aspirazioni sottaciute di Berto che si svelano ad ogni suo ricordo. I movimenti coreografici delle figure dell’immaginario del protagonista, dietro le tende trasparenti, sono di Rebecca Murgi rimarcando una comunicazione visiva all’interno dello spazio in cui si muovono e nel tempo in cui vivono, dando vita a un linguaggio del corpo che traccia ritratti completi e complessi di chi ruota intorno a Berto.

Nella vita del protagonista riaffiorano così persone, emozioni dell’anima frutto di eventi che appartengono al suo passato. Immagini che veicolano, attraverso sogni onirici, il tumulto di sensazioni che si agitano in lui. Un “Io” interiore quello di Berto col quale entra in discussione a volte in modo aspro e non conciliante, che non lesina giudizi, ironico e sferzante, freddo e imperturbabile; mentre lo psicanalista con giudizi puntuali cerca di rompere schemi mentali e le distorsioni del pensiero di Berto costruiti tra l’“Io” interiore e il protagonista. Alessio Vassallo ha apportato un suo personale contributo al personaggio antieroe di Berto portandolo ad un livello di umanità più vicino alla realtà soggettiva, evidenziandone tratti caratteriali e dimostrando un alto coinvolgimento emotivo e un’alta levatura attoriale. Il protagonista sembra avere l’obbiettivo di sopravvivere a sé stesso. La posta in gioco è trovare una serenità psicologica nel solo guardare il tramonto della Sicilia e nella libertà di soddisfare i propri bisogni essenziali fino a giungere ad una pace che come dice Simeone nel Vangelo: Nunc dimittis servum tuum, Domine.

Una commedia questa che inizia con un dramma realistico e termina con interrogativi sulla complessità della vita e dell’essere umano. La bravura di Vassallo oscilla su due livelli di interpretazione impersonando magistralmente entrambe le sfaccettature caratteriali del personaggio: quello che vive imprigionato tra i sensi di colpa e lo scriteriato e inaffidabile uomo che scansa qualsiasi responsabilità. Ninni Bruschetta fa da supporto al personaggio di Berto in modo magistrale nella persona dello psicanalista e vestendo anche i panni del padre mostrando versatilità nel passare da un personaggio all’altro; fanno da corollario a Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta una compagnia di bravissimi attori composta da: Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo e Ginevra PisaniIn questa pièce l’esperienza individuale identifica in quell’“Io” interiore un asse portante della continuità famigliare padre-figlio pur nella volubilità delle regole e della fragilità dei legami. A farci riflettere in questa kermesse non è il punto di partenza, ma il punto di arrivo, ossia l’approdo a una caducità della vita fatta di poche certezze e di scelte giuste o sbagliate che hanno un’unica matrice: le esperienze vissute, perché ancor prima di scegliere siamo immersi, come Berto, in ciò che scegliamo. L’inconsapevole scelta di essere tali perché frutto di un vissuto che ci ha segnati, così come il protagonista. Il pubblico ha omaggiato con lunghi applausi una coesa e brava compagnia e tributando lodi ai due strepitosi protagonisti Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta.

 

Il male oscuro di: Giuseppe Berto
riduzione per il teatro e regia Giuseppe Dipasquale
con Alessio Vassallo
Ninni Bruschetta, Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo, Ginevra Pisani
Scene di: Antonio Fiorentino
Costumi di: Dora Argento Realizzati dalla sartoria del Teatro Biondo di Palermo
Musiche di: Germano Mazzocchetti
Movimenti coreografici di: Rebecca Murgi
Produzione Teatro Biondo Palermo, Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro
Direttore di Produzione: Marta Morico
Direttore tecnico dell’allestimento: Roberto Bivona
Responsabile comunicazione/capo ufficio stampa: Beatrice Giongo
Promozione: Benedetta Morico
Comunicazione e Grafica: Fabio Leone, Lara Virgulti
Responsabile ufficio personale: Claudia Meloncelli
Direttore amministrativo: Monia Miecchi
Responsabile amministrativo: produzione: Katya Badaloni
Contabilità: Laura Fabbietti

 

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