WHIRLING LADDER/UPRIGHT Campania Teatro Festival
Alla Villa Floridiana il 4 luglio 2023 prima nazionale per il Campania Teatro Festival 2023.
Servizio di Rita Felerico

Le performer hanno danzato dando al pubblico le spalle perchΓ© protagonista
della scena nel tempo dello spettacolo Γ¨ la spina dorsale e i faticosi
movimenti che hanno portato l’uomo a porsi in posizione eretta.
Il coreografo e direttore artistico originario di Shangai, Chun Zang, regista nel 2016 del film Big Fish
& Begonia ,vuole così in questo particolare
allestimento leggere e narrarci di un antico
mito cinese : “Nell’antico mito cinese, colei che
crea gli esseri umani dalla terra Γ¨ una dea della creazione: NΓΌwa. Camminando
lungo il Fiume Giallo, improvvisamente scoprΓ¬ il suo riflesso nell’acqua.
Decise così di usare il fango del letto del fiume per scolpire figure simili
alla sua. Nüwa soffiò sulle figure e fu così che la vita fu infusa in esse. I
personaggi divennero piccoli, intelligenti e abili, esseri viventi in grado di
camminare e parlare. NΓΌwa li chiamΓ² “Ren”, che significa “umani”.

E
di questa vita fino ai due anni – momento in cui ci si erge - Chun ci invita a
seguirne, attraverso suoni magnetici e sincopati, l’evoluzione, perchΓ©
osservare con scrupolosa meticolositΓ il movimento di crescita cambia la
vita – osserva – e soprattutto tutto il modo di approcciare la vita. E le
spalle della bravissime performer, Ludovica Pinna, Francesca Pavesio, Enora Gemin, Nene Okada e Kyoko Oku, sembrano subire diverse
metamorfosi, farsi ali, farfalle, rinchiudersi, accartocciarsi, riaprirsi in
piccoli movimenti pregni di dolore e fatica, propri dell’incarnazione, del
farsi uomo da un pugno di fango, quel sentimento archetipo racchiuso nella
parte piΓΉ animalesca di noi, spesso sconosciuto, che perΓ² pulsa e preme come un
ancestrale tamburo.

Bravissime
le danzatrici della cui fatica si percepisce osservando le lacrime di sudore
sui loro corpi lucidi; il progetto che vede la luce nel 2019, creato da Chun Zang
insieme alla partner Kai Strathmann, che ne firma musiche e suoni. La danza
restituisce allo spettatore la percezione di un’evoluzione che procede
attraverso un andamento sincopato ma continuo, fatto di strappi e moti
vorticosi, di tensioni violente e torsioni inattese, in uno spazio neutro,
vuoto, sospeso nell’attesa, si legge nelle note di regia. Uno spettacolo che in un primo momento – dopo
la visione- ci porta ad osservare che forse la tecnica supera l’emozione. Sedimentando,
entrando nei tempi voluti dal regista, si apprezza molto di piΓΉ.

COREOGRAFIA E DIREZIONE ARTISTICA CHUN ZHANG
PERFORMANCE LUDOVICA PINNA, FRANCESCA PAVESIO, ENORA GEMIN, NENE OKADA,
KYOKO OKU
MUSICA E SUONO KAI STRATHMANN
LUCI TOBIAS HEIDE
COSTUMI ANNE BENTGENS
DIRETTORE DI PRODUZIONE DIRK FΓRSTER
PRODUZIONE YIBU DANCE
COPRODUZIONE UFFICIO CULTURALE DI KREFELD
PARTNER DI COOPERAZIONE TANZFAKTUR, COLONIA
FINANZIATO DA MINISTRY FOR CULTURE AND SCIENCE OF THE STATE OF NORTH
RHINE-WESTPHALIA, CITY OF VELBERT
CON IL SOSTEGNO DI BI HONG ZHAO
ph Salvatore
Pastore
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