SISSI L’IMPERATRICE scritto e diretto da Roberto Cavosi

Al Teatro Nuovo 13 luglio 2025, ore 20:00 durata 1h e 25 minuti – Per il Campania Teatro Festival 2025.

Servizio di Pino Cotarelli

Napoli – Sissi l’Imperatrice, il lavoro scritto e diretto da Roberto Cavosi, propone la famosa principessa Elisabetta d’Austria (Federica Luna Vincenti), come personaggio trascurato, nevrotico, dispotico, apatico, dalle manie più strane, molto lontano dagli stereotipi che l’hanno sempre mostrata nella sua incantevole bellezza, che ne hanno decantato la delicatezza dei modi, la nobiltà dei sentimenti e il suo pensiero libero, non condizionabile. L’inattesa apparizione sulla scena di un modello stravolto nelle sue caratteristiche essenziali, lascia certamente perplessi, se non completamente inebetiti; questa è la dimostrazione di quanto sia importante, prima di assistere a uno spettacolo, l’approfondimento della visione dell’autore. 

Ed è proprio nelle note, che Roberto Cavosi, che ha curato anche la regia, chiarisce il suo intento di proporre una Elisabetta che soffre di anoressia. Infatti l’autore prendendo spunto da un saggio delle due psicologhe francesi: Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff, dal titolo “Le Indomabili”, che esamina le figure anoressiche di Antigone, Simone Weil, Caterina da Siena ed Elisabetta d’Austria, approfondisce lo studio dell’anoressia, riproponendo in Elisabetta, la forza che scaturisce da chi ne soffre, la ricerca spasmodica della purezza, la libertà, quell’energia ribelle, rivoluzionaria, sovversiva che paradossalmente viene alimentata dall’eliminazione sistematica del cibo. 

Ecco spiegato il nostro personaggio e i suoi modi sgarbati verso il mondo intero e ancor più verso le sue domestiche (Claudia A. Marsicano, Miana Merisi), che per il desiderio di vedersi sempre più magra, obbliga continuamente a stringere i lacci del suo corpetto e rimprovera continuamente perché teme che si rovini la sua parrucca, guai se si stacca anche un solo capello. Abdica anche ai doveri coniugali affidando all’attrice Katharina Schratt (Maria Giulia Scarcella) il compito di sedurre Francesco Giuseppe. Sembra piegata sulle tante vicende che l’hanno colpita, la perdita dei due figli, di cui uno suicida, che peraltro gli furono anche tolti dalla suocera, lasciandola soffocare nella sua vocazione di madre. 

Ormai è anche avanti negli anni quando viene pugnalata e non accetta neanche la possibilità offerta dal suo medico (Marco Manca) di curarsi, decisa a raggiungere i propri figli. Una ribelle che mal sopporta la vita di corte, essendo vissuta nella libertà di relazione, senza alcuna preclusione per classi sociali diverse dalla sua. Un'unica ragione per resistere in quell’ambiente che non sentiva suo, l’amore per il marito. Ma è proprio nel periodo dell’anoressia che il dolore e l’insofferenza, rende Elisabetta un personaggio contemporaneo che urla la sua ribellione, la sua insofferenza il suo grido contro ogni imperialismo contro ogni guerra, contro le sofferenze delle minoranze etniche, contro i soprusi subiti dal proletariato, un impegno dichiarato sulle questioni sociali. Una sensibilità acuita ancor di più dal suo stato alterato.

Una bella scenografia dove Sissi appare in maschera da Pierrot Lunare, su di un trono seggiolone da arbitro di tennis, in una sorta di palestra. A terra gabbie colme di scarpe e di vari oggetti con ricordi e fogli di appunti con note poetiche. Proiezioni video con marea di ombrellini e volti impauriti di soldati maciullati dalla guerra imperialista. Una prova attoriale convincente e appassionante da parte di tutti gli attori in particolare della protagonista Federica Luna Vincenti. Lunghi gli applausi del pubblico che ha gradito molto la rappresentazione e la prova attoriale di ottimo livello.

 

Sissi L’imperatrice scritto e diretto da Roberto Cavosi
Con Federica Luna Vincenti, Marco MancaClaudia A. Marsicano, Miana Merisi, Maria Giulia Scarcella
Costumi Tirelli Costumi
Costumista Paola Marchesin
Light designer Gerardo Buzzanca
Musiche Oragravity
Fotografo Gianmarco Chieregato
Produzione Goldenart Production
Coproduzione Teatro Stabile Di Bolzano, Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia
Con il sostegno del 
Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo

 

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