BUONASERA DIRETTORE a cura di Giuseppe Miale di Mauro
Nell’atmosfera sospesa di Villa Fernandes, la voce di Eduardo.
La Redazione
E’ alla VI edizione la
rassegna Racconti per Ricominciare che propone il teatro in spazi
avvolti da una bellezza a volte malinconica a volte misteriosa, spaziando in
tutto il territorio regionale. Il progetto di Vesuvioteatro, si avvale
di Claudio Di Palma come direttore artistico, di Giulio Baffi come consulente
artistico e di Dora De Martino e Geppi Liguoro come organizzatori e
coordinatori i quali, quest’anno, hanno indirizzato gli spettatori, come
sempre, alla scoperta di luoghi della storia delle società che il teatro fa
rivivere e ricordare.
Benevento, Avellino,
Caserta, Castellammare, Pozzuoli, Ercolano, Portici e tante altre città nelle
loro ville, giardini, cortili, chiese aprono le porte alle parole del teatro
per valorizzare il territorio e la sua dimensione di ospitalità e verità di
vita. “Festival diffuso, festival a impatto zero, festival di emozioni,
festival creativo, festival colto, festival divertente, questo e altro è il
nostro “Racconti”, scrive Giulio Baffi nella brochure. Narrazioni che
attraversano con le voci del teatro, fino alla luce del tramonto, geografie
interiori vive e controverse (afferma Di Palma), esaltando
contemporaneamente i luoghi per ritrovarsi e riconoscersi.
Villa Fernandes a Portici ha ospitato
una deliziosa pièce, Buonasera Direttore, curata da Giuseppe Miale di
Mauro e tratta da A lavoro con Eduardo, di Giulio Baffi, sei
repliche previste e una in più a richiesta che coinvolge lo spettatore in un
tempo di memoria di ricordi che non è solo dei protagonisti, che narrano del
loro rapportarsi al Maestro, ma anche nostro, della storia del nostro sud, del
nostro teatro, di quello che Eduardo, il suo raccontare, narrare e scegliere ha
significato per noi, per l’Italia e non solo di un determinato periodo.
Annamaria Ackermann - Clara
Bocchino - Angela Pagano – Valentina Elia – Luca De Filippo –
Giuseppe Gaudino – Antonio Casagrande – Marcello Manzella - oggi
purtroppo non più nelle scene e sul palcoscenico del mondo si confidano e
confidano agli spettatori i pensieri e i sentimenti provati fin dal primo
incontro con il Maestro e quanto la sua scuola abbia segnato non solo le loro
vite ma la loro crescita personale. Emozionante, toccante
la voce di Eduardo che, alla fine del vivace dialogo fra gli attori – sue
creature – raccorda ancora una volta personaggi / persone che appaiono come
‘abbandonati’ a se stessi se privati della sua guida. E’ un po' l’alchimia del
teatro quella di lenire la frattura fra vita e immaginazione, fra realtà e
utopie dando al tempo stesso un indirizzo di lettura scevra e chiarificante ma
tesa al mutamento che spinge il desiderio di vita.
Questo Eduardo lo
insegna e ogni spettatore può identificarsi nelle parole, nei ricordi, nei
sogni delle sue creature che ricordandolo non solo rivivono ma danno nuovo
senso alle scelte e ai sogni del Maestro.
Una regia quella di
Giuseppe Miale di Mauro, armoniosa e attenta a differenziare i protagonisti e a
puntare al contempo alla ricerca dell’unità della verità teatrale, nell’attesa
struggente del Direttore che, come mago, porta nella stessa prospettiva tutti,
spettatori ed attori. Bravi gli
interpreti che si sono calati con serietà, senza atteggiamenti affettati o
strabordanti nei ruoli di icone del teatro napoletano che noi tutti non solo
ricordiamo e amiamo ma riteniamo inimitabili.